Olio extra vergine di oliva… mon amour!

Alessandra Cuscinà e l'olio siciliano

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Che in Sicilia qualcosa stia cambiando? U pani cunzatu fest – Lido Valderice

Posted by Alessandra su 25 giugno 2009

ALX_6079Per i non siculi traduzione del titolo: “La festa del pane condito” prodotto tipico siciliano fatto con pane (di solito caldo), olio, sale, pepe, acciughe, formaggio, pomodoro

io preferisco pane e olio e…basta,  sarà che il mio olio non ha bisogno di altro? 😉

Comunque, ero piuttosto scettica su come sarebbe andata questa festa la cui idea è bellissima e se gli organizzatori riusciranno a metterla in pratica sarà un evento a cui parteciperanno aziende e panificatori da tutto il mondo.

L’idea è quella di promuovere il pane, il pane fatto in ogni parte del mondo, creare un concorso per la miglior ricetta di pane e…

e promuovere il pane cunzato siciliano con i prodotti tipici siciliani.

Al mio scetticismo devo dire è stata data una bellissima risposta da parte dei partecipanti in quanto hanno gustato e apprezzato il mio olio prestando particolare attenzione alle mie spiegazioni sul denocciolato, perché la mia azienda ha scelto di denocciolare le olive e apprezzando molto che nonostante siamo a fine giugno l’olio è ancora profumato, amaro e piccante come appena fatto.

Sono davvero rimasta stupita dall’attenzione al gusto e alla qualità che sono stati mostrati dal pubblico presente e ne sono stata piacevolmente colpita: che qualcosa in Sicilia si stia smuovendo? Che i siciliani comincino a capire che la qualità ha un altro sapore rispetto al prodotto della GDO (grande distribuzione organizzata = superemercati, ipermercati ecc.)?

Non saprei, sono molto, troppo delusa dall’andazzo generale ma vedere acquistare le mie bottiglie da 0,25 l al Lido di Valderice a un prezzo che non è certo quello che si paga per l’olio di questi tempi mi fa ben sperare.

Se si considera che il tempo è stato inclemente e nonostante ciò l’affluenza e l’interesse delle persone sono stati notevoli si può dire che Upanicunzatufest è stato un vero successo.

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Le aziende presenti di enogastronomia: Enopolio (Vino, Olio, Miele, Gelatine d’uva), Lipari ( salumi), BioViola (vino biologico), Campo (salumi), Adragna (vino e olio), Caseificio Cucchiara (Formaggi e dolci alla ricotta), U pani cunzatu (paniere di prodotti tipici siciliani).

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SOL di VERONA… il fratello minore del Vinitaly

Posted by Alessandra su 11 aprile 2009

Come ogni anno, quest’anno dal 2 al 6 Aprile, si è tenuto alla fiera di Verona il Vinitaly, ma, quasi nessuno sa che durante la stessa fiera, in un padiglione a parte, vi è anche il SOL dedicato all’olio.

Purtroppo in questo l’Ente fiere di Verona deficita in comunicazione e così, non solo, il Sol è piccolino (rispetto al Vinitaly) e accorpato all’Agrifood nello stesso padiglione ma non viene nemmeno pubblicizzato più di tanto.

Bella soddisfazione,  alla Sicilia vanno:

SOL D’ARGENTO Fruttato intenso

Letizia dell’ Az. Agr.Rollo – Ragusa

SOL D’ARGENTO Fruttato medio

Tunna della Soc. Agr. Fratelli Riggio – Carlentini (Siracusa)

e 26 gran menzioni

5 per la categoria Fruttato delicato

11 per la categoria Fruttato medio

tra cui Sykelia dell’Az. Agr. Cinquemani – Bisaquino (PA)

10 per la categoria Fruttato intesnso

vedi i risultati del Sol d’oro 2009

Naturalmente, come ogni anno, non manca chi vive questo evento come un sano momento di goliardia per potersi ubriacare alla modica cifra di 35-40 euro a biglietto (che, moltiplicato per le tanto ostentate 150.000 presenze fa  3.500.000 euro), così mentre cerchi di lavorare e speri di incontrare il solito e sospirato buyer che apprezzerà e comprerà il tuo prodotto devi sopportare gli avvinazzati degli stand del Vinitaly che vengono a mangiare pane e olio per riprendersi un po’ dai fumi dell’alcool.

Non so quanti buyers vi fossero in giro ma il sabato e la domenica non si ragiona completamente: masse informi di privati che vagano per gli stand in cerca di divertimento, poco arricchimento culturale e molto alcool.

Di per sé l’evento rimane uno dei più importanti (riguardo al vino) in Europa, secondo soltanto alla fiera di Bordeaux ma si sa, quando si parla di vino, la Francia è la Francia.

Per quel che riguarda il Sol, invece, molti i Consorzi DOP presenti (ma non tutti), molte le etichette di tutta Italia, tantissimi gli oli a disposizione di curiosi ed esperti del settore. Stranamente assente il Distretto Produttivo dell’olio Sicilia: Terre d’occidente.

Presente al SOL anche il Consorzio Verdorolio con i suoi 5 oli, molti i contatti, l’etichetta rossa ha spopolato tra il pubblico,  la cerasuola resta un mito (ma sono spudoratamente di parte!)

Ho avuto il piacere di assaggiare oli di varie parti d’Italia e del mondo e me ne sono rimasti impressi tre davvero buoni, uno marocchino, completamente diverso dai nostri oli, improponibile su un’insalata – per noi – ma che doveva essere favoloso in un cus cus visto il profumo delicato e speziato al tempo stesso, e due della linea Virgoro (monovarietali) delle Marche dell’Azienda Agricola delle sorelle Gabrielloni di Recanati (MC) che, nonostante siano lavorati ancora con le presse sono a dir poco favolosi!

Ho letto numeri pazzeschi sulla presenza dei buyers al Vinitaly/Sol ma mi piacerebbe sapere quante aziende hanno concretizzato qualcosa, quante hanno ricevuto ordini da buyers seriamente interessati.

In centro a Verona:

Consigliatissimo: Ristorante Les Clochards – si mangia davvero bene con un rapporto qualità/prezzo eccellente e un servizio di ottimo livello e un’atmosfera rilassante e piacevole.

Sconsigliato: Ristorante Sant’Eufemia: si mangia piuttosto male e il servizio è gestito da gente che va in palla appena ha la sala piena.

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Degustivina 2008: delusione e compiacimento

Posted by Alessandra su 23 novembre 2008

Anche quest’anno ho partecipato al VOlio la sezione dedicata all’olio del Degustivina. È il secondo anno che partecipo: l’anno scorso la manifestazione si è svolta a Palazzo Butera, un bellissimo antico palazzo nobiliare, che ha fatto da stupenda cornice ai vari prodotti di aziende del mondo del vino e dell’olio (principalmente siciliani ma non solo),

volio_07Volio – Degustivina 2007 – Palazzo Butera (PA)

quest’anno invece all’ ex deposito locomotive di S. Erasmo, location conosciuta dai palermitani in quanto sede del Kals’art, manifestazione estiva di grande interesse e stimolo delle estati palermitane.

(Grazie a Lu per le foto)

ale volio degustivinaIo al Volio – Degustivina 2008

bottiglie-degustivinaOlio Cuscinà – L’accento sulla qualità

degustivina ex stazione sant'erasmo palermoL’ex deposito locomotive della Stazione di Sant’Erasmo a Palermo

Grandi attese, grandi promesse di “numerose” presenze di esperti del settore (ne avrò contati 15 inclusi i… 15 giornalisti! …alcuni di loro sono anche venuti a trovarmi al mio stand, fanno sempre molto piacere ma non comprano l’olio), zero buyers, zero ristoratori, zero di zero, mi hanno detto che qualche ristoratore c’era… ma dall’olio se è passato, non si è fermato.

L’organizzazione dovrebbe comunicare in anticipo chi sono (nome, cognome, area d’interesse) gli eventuali esperti del settore e a cosa potrebbero essere interessati facendo loro chiaramente presente che non troveranno l’olio a 3 euro perché nessuna delle aziende che va al Volio lo produce (non siamo industriali o commercianti, siamo produttori).

Allora perché il titolo cita “compiacimento”? Compiacimento di che?

Compiacimento di confrontarsi con un pubblico principalmente giovane interessato a capire e conoscere l’olio. Compiacimento di aver visto apprezzare l’olio da persone semi affamate, semi ubriache ma che hanno avuto voglia di capire il termine “denocciolato”, da che cultivar provenga e come lo si produca (alle volte sorrido, perché aver chiesta la cultivar e avere la consapevolezza che a casa utilizzano qualche prodotto  industriale, mi fa sorridere).

Compiacimento di sapere che il lavoro, la cura, l’amore che metti nel produrre un olio, il quale speri sia ogni anno migliore, incontra il gusto del curioso (dire consumatore sarebbe inappropriato, il consumatore “consuma” la merce a poco prezzo… e il mio olio lo puoi “gustare” ma non “consumare”).

Il degustivina è un’iniziativa importante per le aziende siciliane, per fare conoscere il proprio prodotto, per avvicinare il consumatore al vino e all’olio, interessante perché propone “formazione” gratuitamente – che quest’anno, però, non c’è stata: nessun laboratorio del gusto, nessun tema sull’olio trattato, – ma è carente in troppe cose e, considerato che costa moltissimo alle aziende che vi partecipano, tali carenze non sono giustificate.

Ogni azienda di vino paga 600,00 euro più iva, ogni azienda di olio quest’anno ha pagato 200,00 euro più iva e, a titolo di esempio, a noi dell’olio nemmeno un bicchiere da degustazione!!! È mai possibile??? Assurdo!

L’ingresso non è stato gratuito (per fortuna! altrimenti avremmo dovuto sfamare orde di palermitani impazziti), ma costava 12,00 euro e includeva in omaggio il bicchiere da degustazione con il logo della manifestazione (logo delizioso opera dell’agenzia pubblicitaria segnali).
Vi erano 22 sponsor… (deliziosi e apprezzatissimi i dolcetti omaggiati dal Panificio Puccio di Palermo e l’acqua Tione a disposizione di curiosi e aziende).

Per le aziende palermitane il cui spostamento per partecipare all’evento è di facile realizzazione il Degustivina alla fin fine è vissuto come un momento di promozione che “si può fare” ma per le aziende che vengono da più lontano come da Trapani, Siracusa e da tutta la Sicilia, il gioco non vale la candela.

La sensazione di alcuni titolari di azienda è stata, cito: “Adesso apre il pub!”
Non è un bel commento, non è una bella figura, non è stata data la sensazione di aver organizzato qualcosa “per le aziende” piuttosto la solita manifestazione per fare soldi a spese delle aziende che offrono il proprio prodotto gratuitamente a un pubblico pagante (il biglietto!) che ha voglia di passare una serata diversa e bere gratis.

C’è qualcosa da aggiustare, c’è qualcosa in più da offrire a chi investe in un’iniziativa.

L’anno prossimo parteciperò soltanto se mi sarà sottoposto un contratto con tutti i termini evidenziati in chiaro: diritti e doveri, non tutte le cose indicate nel comunicato stampa sono state messe in atto e se avessi un contratto firmato con i termini di quanto avrebbe dovuto essere fatto, chiederei un risarcimento.

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La scandalosa denuncia di winereality: rincari fino al 1000%

Posted by Alessandra su 28 ottobre 2008

La settimana scorsa è uscito su winereality, il blog di Luigi Salvo, un articolo interessantissimo che ha scosso buona parte del mondo del vino. Credo che la cosa si possa estendere a tutto il mondo dell’agroalimentare e non solo: quando si aumentano i prezzi fuori misura, senza alcuna coerenza e/o cognizione di causa si rischia di fare una figuraccia come quella che ha fatto il bar sito in uno dei più bei posti di Taormina.

Mi domando: ma come si può non rendersi conto che non si può pensare di spennare il turista (perché solo a quello è rivolto un tale comportamento) e farla franca? Come per ogni cosa prima o poi se ne paga lo scotto. Ma come mai i turisti quest’anno hanno disertato i luoghi turistici? La risposta è ovvia: esistono luoghi che costano molto meno e sicuramente offrono di più di quanto non faccia la Sicilia (e probabilmente tutta l’Italia).

Credere e sentirsi furbi perché si spenna un qualche poveretto di passaggio è davvero demenziale.

Il luogo comune vuole che nei posti turistici tutto costi molto di più e tant’è che passeggiando per Taormina ho visto dei bellissimi orecchini ma ho evitato di acquistarli pensando che non solo avrei pagato oro, brillanti e fattura ma anche il fatto che li stavo comprando lì… li cercherò a Palermo, ho pensato, di sicuro li troverò a meno! Ed ecco che questa insana politica del “spenno il pollo di passaggio” porta alla prima ovvia conseguenza: non compro nulla in un luogo turistico!

Prima questo era un ragionamento fatto soltanto dai “locali” adesso lo fanno anche i turisti, e fanno bene!

Ho letto commenti di tutti i tipi all’articolo di Luigi Salvo nei vari blog della rete (perchè è stato riportato e commentato dappertutto) tra questi uno in particolare mi ha infastidita, non ricordo l’autore ma il succo del discorso era questo:
se c’è chi compra allora il venditore fa bene ad aumentare i prezzi, e se c’è chi compra solo la cosa più cara sulla carta ben venga che sia preso in giro pagando il 1000% per cento il valore della cosa (nel caso specifico una bottiglia di vino).

Ecco, a me una cosa del genere fa uscire dai gangheri!

Ma dico, se c’è chi compra sulla carta solo la cosa più costosa gli si offra una cosa realmente costosa e non una aumentata sconsideratamente. Spesso, come compratrice di un determinato articolo, non essendo un’esperta mi affido al prezzo… si suppone che una cosa che costa 50,00 euro sia nettamente superiore a una di 5,00, e non che sia uguale ma gonfiata a dismisura. Se mi presento da un amico con una bottiglia che ho pagato 50,00 euro mi aspetto di avere fatti i complimenti per l’ottima scelta non di avere portato una bottiglia “bevibile” pagata un patrimonio… e per di più chi la riceve mica sa quanto l’hai pagata e che hai preso un pacco!!!
Così la brutta figura è doppia: non ne capisci niente e fai regali micragnosi!
Il danno e la beffa!!!

E’ vero che ci deve essere un libero mercato e non si possono imporre i prezzi ai commercianti (anche se secondo me è una cosa discutibile… perché si dovrebbe pretendere un certo tipo di rincaro massimo a seconda della categoria di chi rivende il prodotto) se do il mio vino all’Hotel a 5 stelle lusso ci può stare che lo pago per 1000 volte… ma c’è anche un cameriere totalmente dedicato a me, un tovagliato e tutto un lusso che giustificano il prezzo che sto pagando.
Ma l’enoteca che mi ricarica del 1000%… è solo molto disonesta, il bar che ricarica del 1000% è al limite del penale!

Il produttore che si vede preso in giro e soprattutto non rispettato dovrebbe pretendere un prezzo massimo oltre il quale non proporre il prprio prodotto.

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