Olio extra vergine di oliva… mon amour!

Alessandra Cuscinà e l'olio siciliano

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Il XV Premio Biol: Bari 23 aprile – 1 maggio 2010

Posted by Alessandra su 15 aprile 2010

A fine aprile si terrà a Bari il Premio Biol 2010, ricchissimo di eventi, iniziative, premi.

All’interno di questa  manifestazione bellissima  il 28 aprile si svolgerà anche:

Comunicato stampa:

Forum Internazionale

Per un olivicoltura etica

A cura dell’Osservatorio Internazionale per l’Olivicoltura Biologica

VENERDÌ 28 APRILE
Istituto IISS “Ettore Majorana” via Tramonte 2, Bari

Il BIOL – Premio Internazionale per il Miglior Olio Extravergine Biologico del Mondo, la più grande kermesse internazionale dedicata all’olio di oliva e al biologico, terrà a Bari in Puglia (Italia) la sua 15° edizione all’insegna del rapporto tra agricoltura e città e del miglioramento delle condizioni di vita degli agricoltori. L’obiettivo è sfatare il mito della città consumatrice e distruttrice di beni, ricercando le forme per una rinnovata alleanza tra agricoltori e cittadini, accomunati in una stessa visione della terra come bene prezioso da salvaguardare per il presente e il futuro. Un bene, la terra, che necessita la presenza di custodi della sua fertilità: un nuovo agricoltore, in grado di economizzare energie, di evitare l’impiego di sostanze inquinanti, di produrre cibo e salute ma che, nonostante tutto, stenta a trovare piena soddisfazione economica, a causa delle condizioni del mercato globale e della attuale politica dei prezzi del cibo, troppo slegata da qualsiasi valore legato alla sostenibilità ambientale e alla responsabilità sociale. Il rapporto tra città e campagna ripercorre in breve raggio quello più drammatico e vitale del rapporto tra nord e sud del mondo: in questo contesto e in queste relazioni si affacciano nuove regole di rispetto della persona e dei rapporti tra diversi soggetti economici, sull’esempio del Fairtrade e della cooperazione. Di ciò si parlerà nel Forum “Per una Olivicoltura Etica”, organizzato dall’Osservatorio Internazionale per l’Olio di oliva biologico, coinvolgendo in questo percorso tutti i principali attori della filiera olivicola, dai costruttori di frantoi agli operatori di catering, ma anche tutte quelle esperienze positive di filiere agroalimentari che operano nel rispetto dell’ambiente e della persona ed innanzitutto nel rispetto dell’agricoltore. Per questo il BIOL inviterà a Bari tutte le più importanti ONG italiane impegnate in attività di cooperazione allo sviluppo sui temi dell’agricoltura biologica e del Fairtrade e i partner del progetto BIOLMED impegnati nella creazione di un network permanente orientato all’olivicoltura e alla sostenibilità. Tutte le organizzazioni e le persone che hanno a cuore la persona e la natura dal 26 aprile al 1° maggio 2010 avranno modo a Bari di partecipare attivamente al fitto programma previsto ed inoltre potranno visitare mostre, partecipare a laboratori di degustazione, provare ad analizzare il proprio olio, acquistare tutto ciò che può provenire dalla terra e dall’olivo non solo come cibo ma anche come cosmetico e oggetto d’arte, studiare, divertirsi e socializzare intorno ad una albero, l’olivo, da sempre simbolo di pace e di alleanza.

Programma:

ore 11.00
Bernardo De Gennaro, Università degli Studi di Bari Aldo Moro
“Etica e valore: riformulare il “patto” tra produzione e consumo”

Ore 11.10
Dario Stefàno, Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia (in attesa di conferma)

Ore 11.20
Gianluca Brunori, Università degli Studi di Pisa
“L’etica in agricoltura”

Ore 11.40
Lorenzo Paluan, ICEA
“La responsabilità sociale negli standard dell’agricoltura biologica”

Ore 12.00
Francesco Zecca, Università di Perugia
“L’opportunità della responsabilità sociale per le imprese del sistema agroalimentare”

Ore 12.20
Sarina Rahn, FLO regional Coordinator Middle East and North African region
“Could the Fair Trade experience help to draw a “new deal” for ethical production and consumption?”

Ore 12.40
Javier Sanz-Cañada, CSIC Madrid
“L’etica valore aggiunto dei sistemi produttivi agroalimentari locali”

Ore 13.00
Esperienze di RSI a confronto:
Giacomo Celi, Illy Caffè – Green Coffee Dept.
“Un’esperienza etica nella grande industria agro-alimentare italiana”
Alessandro Leo, Cooperativa Libera “La cooperativa Libera un modelli produttivo alternativo”

Ore 13.30
chiusura sessione mattutina

Ore 13.45 – Pausa pranzo, servizio catering

Ore 15.30
Riapertura dei lavori
Apertura tavola rotonda
Coordina:
Luigi Caricato, TeatroNaturale.it

Esperienze di RSI a confronto:
Conny Neri, “Progetto Respet”
Gianfranco Ciola, “Comunità degli oliveti monumentali di Puglia”
Lucio Cavazzoni – “L’esperienza di Alce Nero”

Ore 17.00
Chiusura del Forum

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Sicilia – Campagna olearia 2008 – Il prezzo dell’olio extra vergine

Posted by Alessandra su 1 novembre 2008

Premesso che chi completa la filiera dell’olio sa bene quanto lavoro, fatica, amore, dedizione, costi (altissimi, la sola manodopera costa 45,00 euro al giorno più le tasse) sono necessari per ottenere il prodotto finito e quindi non venderà mai ai prezzi che leggerete qui di seguito perché altrimenti non avrebbe senso fare questo lavoro in quanto si andrebbe solo in perdita.

Il prezzo “corretto” a cui si dovrebbe trovare una bottiglia da mezzo litro di olio di alta qualità non può essere inferiore ai 10,00  euro.

Detto ciò, lo scandalo/tragedia:

le ultime notizie danno il prezzo dell’olio SICILIANO all’ingrosso (cisterne 330 q.li minimo) a 3,00-3,30 € Kg* in tutta la Sicilia eccetto che nella zona di Ragusa in cui i prezzi invece vanno tra i €  4,00 – 5,00 per tutte le varietà eccetto che per la Tonda Iblea che va da € 5,00 a 5,50 ( a 6,00 la dop)

* 1 kg di olio corrisponde circa a L 1,100 (perché il peso specifico dell’olio extra vergine è di 0,915  Kg. circa)

nelle varie province al privato oscilla:

  • Palermo € 4,50 al Kg;
  • Agrigento € 3,80 – 4,00 al Kg;
  • Caltanissetta € 4,00 – 4,50 al Kg;
  • Catania € 5,80 – 6,00 al Kg; (e non vendono all’ingrosso)
  • Trapani € 4,00 – 5,00 al Kg; (all’ingrosso va a € 3,00 – 3,50);
  • Enna € 4,50 al Kg; (€ 6,50 litro il biologico certificato)
  • Messina € 5,50 – 6,00 al Kg;
  • Siracusa € 4,50 e 5,00 al Kg. (all’ingrosso va a € 3,50 – 4,00);
  • Ragusa € 4,00 – 6,50 al Kg.

Riporto parte di una mail ricevuta dal dott. Gerlando Zambuto,  Presidente dell’Associazione di produttori olivicoli ASPROL di Agrigento:

“Tutta l’agricoltura, in particolare quella meridionale, paga il prezzo della mancata organizzazione nelle forme associative tanto auspicate, per cui sarà difficile nel prossimo futuro pensare di continuare con l’ego che distingue i produttori agricoli dagli altri settori produttivi. Ti comunico che nella nostra provincia il mercato della nuova produzione è quasi fermo, i prezzi odierni all’ingrosso (cisterne 330 q.li minimo) spuntano circa 3.00 € al kg. mentre al minuto si arriva ad € 3,80-4,00 al Kg. Sarà possibile mantere ancora questa olivicoltura? a Te le conclusioni.”

La situazione è drammatica non si recuperano nemmeno le spese di un anno di lavoro: potatura, aratura, concimazione, trattamenti (che siano biologici o convenzionali costano sempre un bel po’), certificazioni, raccolta, spese di molitura. Per non parlare di chi imbottiglia: cambiano le norme ogni 5 minuti e cambiano pure le etichette (migliaia di euro persi come niente). Come si può ripagare tutto questo con 3 euro al kg??? Impossibile!!!

A queste condizioni è meglio lasciar perdere tutto e non coltivare più né fare olio.

Ogni anno è sempre peggio e ogni anno tutti piangono per i prezzi di vendita troppo bassi, bisogna essere uniti, bisogna dimostrare di avere carattere, non possiamo aspettare che intervenga lo Stato, qualcuno mi ha detto: “La Regione dovrebbe fare qualcosa!” ma perché la Regione? perché così potremo dire che ce lo hanno imposto e se le cose andassero male potremo incolpare la Regione???

Ma perché dobbiamo sempre demandare tutto a tutti?

Bisogna stabilire un prezzo minimo di vendita al quale si dovrebbero attenere tutti – ma proprio tutti – di modo che non ci si ritrovi ogni anno in questa situazione che sta lentamente ma inesorabilmente distruggendo la nostra olivicoltura.

Si tratta di leggi di mercato piuttosto banali, prima fra tutte quella della domanda e dell’offerta: mi sembra naturale che se c’è chi vende a questi prezzi anche altri saranno obbligati, per poter vendere il loro prodotto, ad abbassare il prezzo di vendita. D’altro canto l’olio siciliano è forte, profumato, denso, perfetto per tagliare tutti i tipi di olietto insignificante o olio di semi vari e farlo sembrare un olio buono, pertanto dubito che il commerciante possa facilmente sostituirlo con quello pugliese o calabrese di basso costo o con quello spagnolo che sì, vero è che invade il mercato con i suoi bassi costi, ma non ha a che vedere per sapore, profumo e densità con quello siciliano.

Il consumatore finale deve imparare il valore di ciò che porta in tavola e pagare l’olio  a  un prezzo equo  e  comincerà, anche, a capire che quando trova un olio di € 3,50 – 5,00 nella bottiglia  da un litro c’è qualcosa che non va. Ma si può sapere perché ‘sto consumatore  deve avere due cellulari con la tv e poi deve risparmiare sull’olio???

La cosa fondamentale che offre l’olio extra vergine di oliva, e quello siciliano in particolare, è che se è buono (e quindi costa!) fa bene alla salute, è un antiossidante naturale, rallenta l’invecchiamento delle cellule, previene gli infarti. Ma questo non vale per tutti gli oli in commercio ma soltanto per quelli di alta qualità perché contengono tutta una serie di sostanze (i polifenoli) che hanno queste proprietà.

La differenza tra una bottiglia da mezzo litro di  olio a 10,00 euro e una da un litro a 4,00 euro sta proprio qui: il primo è un condimento che è  “quasi” una medicina e fa bene alla salute, il secondo è solo una cosa unta che non da’ nemmeno tanto sapore ai piatti.

Bisogna fare educazione al gusto, non mi stancherò mai di spiegare che l’olio per essere buono, di qualità, deve essere amaro, piccante e deve pizzicare in gola altrimenti non è olio fresco e non ha quelle proprietà salutistiche di cui sopra.

Spero che gli olivicoltori si sveglino e concordino un prezzo minimo di vendita dimostrando concretamente di  credere nel proprio prodotto!

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