Olio extra vergine di oliva… mon amour!

Alessandra Cuscinà e l'olio siciliano

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Osteria dei Vespri (Palermo): ho mangiato da Dio.

Posted by Alessandra su 2 novembre 2010

Il 23 ottobre è una data che non dimenticherò facilmente perché ho mangiato da Dio.

In pieno centro storico, a Piazza Croce dei Vespri, ricavato nelle scuderie di Palazzo Gangi (il mitico palazzo in cui girarono la scena del ballo de Il Gattopardo) c’è  l’Osteria dei Vespri, ristorante di altissimo livello di proprietà dei fratelli Andrea ed Alberto (lo chef) Rizzo.

Ad accoglierti la sommelier (laureata in lingue) Marianna Lo Bue e l’incantevole Francesca La Barbera compagna di Andrea.

Inutile dire che la qualità è il loro vessillo e tutto ciò che è all’interno del locale lo denota in maniera discreta ma decisa.

La cantina

L’Osteria dei Vespri è uno, forse l’unico, dei ristoranti palermitani che vanta una carta dei vini in grado di soddisfare i palati più esigenti con la bellezza di 700 etichette di cui il 50% siciliane e l’altro 50% italiane e internazionali.

Carta delle acque minerali.

Al carrello diversi tipi di oli extravergine, per fare qualche nome di amici: Lalia (meraviglioso) di Giovanni Dara Guccione , Bianculidda di Bernardo e Pino Arcario  (splendido) e l’extra vergine d’oliva di Alessandro di Camporeale (ottimo), con particolare attenzione al biologico, in sala e in cucina (e questo la dice lunga).

Ma veniamo al mio fantastico pranzo:

Appetizer di benvenuto:

Se la memoria non m’inganna: Pacchero con ragù di polpo e bicchierino con salsa di sedano con ostrica, calamaro e cozza accompagnato da fette di pane tiepide al pomodoro e fette al nero di seppia: ho pensato: “Bene se questo è l’inizio oggi ingrasso 4 kg!” era tutto favoloso.

Antipasto (che divido col mio winewriter perché ho intenzione di assaggiare più cose possibile e – purtoppo – ho una capienza limitata):
Zuppa di lenticchie di Ustica al curry con caprino di girgentana (i miei formaggi preferiti!), pera cotta al nero d’Avola e julienne di sedano rapa: non si può spiegare cos’è questo piatto per un palato che ama il cibo… una goduria infinita.

Primi:

Io: Paccheri e bombardoni alle verdure di campo (in questo caso cicoria e spinaci) in crosta di tuma persa, prosciutto affumicato, salsa di cipolla bruna al marsala: semplicemente sublime (nonostante io non ami la cicoria), la salsa di cipolla al marsala poi ti faceva venire voglia di fare la scarpetta!

Luigi: Raviolini ripieni di ricotta al forno all’ aroma di cedro, zucchina fritta, olio di nocellara e bottarga di tonno di S. Vito: erano del mio winewriter ma ne ha mangiati solo la metà… l’altra metà gliel’ho spazzolata io (ma siccome non sono un’egoista gli ho dato metà dei miei paccheri), delicati, gustosi, spettacolari!

Secondi:

Io: Patate e baccalà nel peperoncino dolce su salsa al martini ed albicocche secche (capperi di salina) e uova di quaglia: di una bontà infinita, non smettevo di mangiarli.

Luigi: Filetto di maiale in crosta di cocco e senape, salsa al limone, cipolline caramellate all’aceto di lamponi, pompelmo rosa e dressing (più una al limone): beh che dire… metà l’avevo richiesta meno cotta di chi l’aveva ordinata… dal che si evince che ne ho mangiato metà… me lo sarei mangiato tutto nonostante le mie remore vegetariane (non riuscirò mai a diventare vegetariana – sigh)!

Il tutto innaffiato da un Sudtirol Lagrein 2009 della cantina Kellerei Karten, decisamente jump, ciliegioso, con profumi di viola, marasca, spezie, profumatissimo, favoloso, io che di solito non bevo nemmeno un dito di vino ne ho bevuto più di mezzo bicchiere (da degustazione!), buonissimooo! :-)))

Dolci:

Creme brulè all’arancia: speciale!

Io: Pesca fredda al caramello con zabaione al marsala su salsa e amarene.

Consigliato in abbinamento con la Malvasia delle Lipari DOC ’07 Hauner

Luigi: Tortino di mele ed amaretti su crema di vaniglia e amarene sciroppate.

Consigliato (sulla carta) in abbinamento a Il Musico – Moscato passito ’07 Benanti

Entrambi i dolci erano meravigliosi, sarà che sono una golosona… ma non riesco a resistere al dolce di fine pasto.

E come se non bastasse… dolcetti e cioccolatini della casa. …mmm…

Chiunque debba festeggiare un’occasione importante, voglia conquistare qualcuno, voglia concludere un contratto importante o voglia semplicemente coccolarsi con qualcosa di molto gratificante non può non andare all’Osteria dei Vespri, se ne innamorerà.

Particolare plauso allo chef (che quando ci sono andata era partito) perché ha addestrato lo staff magistralmente.

Rapporto qualità/prezzo: ottimo, la qualità non ha prezzo!
Piazza Croce dei Vespri 6, Palermo
tel. 091-6171631
aperto: pranzo e cena
chiuso: domenica
ferie: mai
carte di credito: tutte
prezzo medio, vini esclusi: 75 euro
menu degustazione: 45, 60, 75 e 85 euro

Annunci

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Spino fiorito 2010, la Toscana è favolosa!

Posted by Alessandra su 6 maggio 2010

Anche quest’anno sono stata con le mie amiche al Castello di Spino Fiorito a Massa, e anche quest’anno, come due anni fa, è stata un’esperienza bellissima, stancantissima, costosissima ma che adoro fare.
L’organizzazione spetta al Progetto Identità Immutate della instancabile gironalista enogastronomica Rosanna Ercole Mellone, una forza della natura, la collaborazione e l’andamento della manifestazione alle Strade del vino di Massa guidate dal Presidente Pierpaolo Lorieri, e dal suo staff, e alla Provincia di Massa, eccezionali, tutti, dall’Assessore alle politiche delle risorse agricole e forestali Dott. Domenico Ceccotti, alla dott.a Corsini, alla dott.a Roberta Pala a tutti i dipendenti della Provincia che si sono ammazzati la vita (nel vero sense della parola dato che la location non è di facile agibilità) per rendere tutto bello, suggestivo, accogliente, fantastico.Il programma della manifestazione è più che corposo, canti, balli, folklore, degustazioni guidate e non a cura di ONAV, AIS, FISAR , del Consorzio di Tutela del Vino Candia dei Colli Apuani DOC , dell’Associazione Strada del Vino dei Colli di Candia e di Lunigiana. Luigi Salvo, giornalista e sommelier, ha guidato le degustazioni del Nero d’Avola Opera al Nero e del Grillo Opera al Bianco dell’Azienda 12 Chiavi che sono stati particolarmente apprezzati dai visitatori e le degustazioni degli oli “Alessandra Cuscinà Denocciolato Biologico” della mia azienda e “Tenuta Ljverj” dell’Azienda Agricola M. C. Di Giovanna che sono piaciuti molto anch’essi. Successone per le marmellate di Mama che mi sono voluta portare e che portavano un pezzo di Sicilia nella bocca dei Toscani, e per i biscotti alla carrubba di AR.A’.

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Cous cous fest 2009 – XII Edizione

Posted by Alessandra su 26 settembre 2009

CousCousFest

Dal 22 al 27 settembre ’09 si svolge la manifestazione  “Cous Cous fest” inno all’integrazione razziale e alla pace nel mondo, in alto su una torre campeggia in bella mostra “Make cous cous not war” – “Fate il cous cous non la guerra”.

San Vito lo Capo (TP) è un brulicare di stand di aziende di tutto il mondo, profumi,  invitanti cous cous con ingredienti esotici e locali, artisti di strada per lo stupore di grandi e piccini.

Interessante vetrina per proporre il proprio prodotto a turisti e locali e far conoscere benefici e pregi dell’olio extra vergine di oliva, condimento per amanti della buona cucina e per salutisti.

L’occasione è ghiotta sia per divertirsi e passeggiare tra le tende con le proposte più disparate: ceramiche, oli,  vini, conserve, e chi più ne ha più ne metta.

Tra i presenti col proprio stand il Comune di Alcamo che gentilmente ci ospita e promuove il territorio con un bellissimo video che gira incessante sul monitor all’interno della tenda.

Meravigliosi i cous cous proposti nei villaggi gastronomici:

Casa del Cous Cous dal Mondo (Degustazione delle varianti internazionali di cous cous)

Casa del Cous Cous del Mediterraneo (Un viaggio alla scoperta delle ricette dei paesi del Mare Nostrum)

Casa del Cous Cous di San Vito Lo Capo (Il cous cous nella tradizione sanvitese)

Casa del Cous Cous Trapanese e del Maghreb (La tradizione del cous cous della Provincia di Trapani e dei paesi maghrebini – a cura dell’Associazione Cereriana Cuochi Sanvitesi)

Dolcemente Sicilia – (Dolci e prelibatezze nella tradizione isolana).

stand

Lo stand del comune di Alcamo composto da ben 4 moduli 4×4 che ci ospita per promuovere i nostri prodotti e il territorio alcamese.

maria

La mia amica Maria Di Giovanna (Olio Tenuta Ljverj)  prepara i nostri oli per gli assaggi

vetrina

I nostri prodotti:

Olio Delicato Tenuta Ljverj

Olio Intenso Tenuta Ljverj

Olio  Cuscinà Denocciolato Bio

Vino Nero d’Avola Chinèa dell’azienda Accardo Leonardo.

couscousdolce

Laura Ravaioli nello schermo in un momento in cui conduce l’intervista a Totò Cappello, rinomato pasticcere palermitano che ha proposto una ricetta di cous cous dolce ai sapori dei prodotti della riserva naturale Lo Zingaro.

Di seguito la locandina dell’evento e la ricetta del Cous Cous Le delizie dello Zingaro.

cop_cappello

01Il cous cous  Storia, tradizioni, ed Evoluzioni – Preparazione – Come viene cotto

02

Il cous cous dolce – La Riserva dello Zingaro – La Manna

03_ricetta

Le more – Ingredienti – Presentazione

Quest’anno, dopo ben sette anni, ha vinto l’Italia con il cous cous di tonno e finocchietto selvatico, ottima, ricordava, anche troppo, la pasta con le sarde.

Comunque onore al merito e a chi ha capito che giocando con i sapori della tradizione siciliana non avrebbe potuto perdere.

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La Fenice: mangiare bene si può

Posted by Alessandra su 7 agosto 2009

Giovedì mattina andiamo (il mio winewriter e io) a Mazara del Vallo a comprare le cozze da Basiricò, una volta l’anno – almeno – non può mancare la mia pasta con le cozze e se non sono di Basiricò non la faccio.
Pensavamo di mangiare lì ma sono aperti solo la sera (eccetto la domenica) così il cozzaro mi consiglia di andare a mangiare a La Fenice sul lungomare: andiamo.

Ad accoglierti il sorriso dolce di Cinzia Sugamiele moglie dello chef  Davide Norrito entrambi diplomati alla Scuola Alberghiera, entrambi bravissimi.

Parola  d’ordine: “qualità“, vi ricordate quando alla tv facevano la pubblicità del bollino “semaforo verde”  che averlo esposto sulla propria vetrina siginificava: “Qualità, convenienza e cortesia”? Ebbene La Fenice ricorda quello slogan.

Due ragazzi in gamba Davide e Cinzia, giovanissimi, già genitori di due bellissimi bambini, sicuri delle loro capacità e con le idee chiare: la qualità paga sempre. E capisci che è così quando scorri la carta dei vini e vedi che i ricarichi sono più che corretti, abbiamo ordinato uno Iacaranda di Antonello Cassarà alla carta 10,00 euro, (per fare un altro esempio: Il Cometa di Planeta a 25,00 euro) questo la dice lunga sul locale, sui proprietari e sul rispetto del cliente, una volta tanto non si mira al “mordi e fuggi” ma ad accontentare una clientela che di certo tornerà e ti farà un notevole passaparola.

L’olio a tavola: Planeta, lo apro per “sniffarlo”: un fruttato meraviglioso, perfetto, profumatissimo. La bottiglia è da mezzo litro e si vede che è originale, che nulla è stato rabboccato che l’olio è al suo massimo, anche questo – naturalmente – la dice lunga sulla politica gestionale dei due proprietari.

La frittura: sublime, non resisto e mi informo: “Che olio usate in cucina?”  e  Cinzia mi risponde che è un buon extra vergine di oliva della zona. Non avevo dubbi! Questi ragazzi sono davvero in gamba!

Il pesce è freschissimo, Cinzia mi spiega che preferisce prendere pochi pesci ogni mattina e non cassette intere per evitare che rimanga.

Hanno capito davvero come si deve lavorare per far tornare la Sicilia ai fasti di una delle Regioni più nominate e meta di turisti proprio grazie alla cucina e ai cibi.

Il rapporto qualità/prezzo è eccellente: antipasto La Fenice (ottimo e abbondante) + zuppa di cozze (era 1 ma valeva per 2!),  buonissima, pesce fresco (un quantitativo pazzesco e noi eravamo già stra-sazi con gli antipasti) una bottiglia di acqua e 1 Iacaranda (Sauvignon blanc e Grillo), mamma quant’è buono,  alla fine paghiamo 80,00 euro che li valeva tutti, ma si sarebbe potuto spendere la metà se fossimo stati a conoscenza delle porzioni 🙂

Consiglio a chiunque di andare a Mazara del Vallo, mangiare a La Fenice e passare da Basiricò a comprare cozze e frutti di mare, non ve ne pentirete!

La sera fanno pure la pizza.

RISTORANTE PIZZERIA LA FENICE
lungomare S. Vito, 23 – MAZARA DEL VALLO (TP)
Tel/Fax 0923 940163

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Tavola rotonda: Essere giovani imprenditori siciliani in agricoltura oggi

Posted by Alessandra su 19 giugno 2009

logoUcid

13 giugno 2009

Tavola rotonda
Essere giovani imprenditori siciliani in agricoltura oggi

PROGRAMMA

Ore 9.30 SALUTI
Giovanni Mangano Presidente della Sezione Giovani dell’UCID
Giovanni Gioia Presidente onorario UCID, Sezione di Palermo
Massimo Maniscalco UCID, Sezione di Palermo


Ore 9.50 RELAZIONE INTRODUTTIVA
Giovanni Guccione
L’imprenditoria giovanile in agricoltura in Sicilia

Ore 10.15 TAVOLA ROTONDA
Coordina: Fabrizio Carrera

Partecipano:
Gerardo Diana (Presidente Regionale Confagricoltura)

Alessandra Cuscinà (Azienda Agricola Maria Layla Fatta)

Ferdinando La Motta (Azienda La Motta)

Rosaria Di Marco (Azienda Di Marco)

Antonio Castro (Cooperativa Placido Rizzotto)
Rosario Marchese Martorana
Dorotea Diquattro (Martea)

Paolo Pivetti (Unicredit – Banco di Sicilia)

Dario Cartabellotta (Dirigente Generale, Presidenza della Regione)
Rosaria Barresi (Dirigente Generale, Assessorato Agricoltura e Foreste)


Ore 13.00 Conclusioni

Alessandro Hoffmann

coolpix-014Giovanni Dara Guccione, Giovanni Mangano, Fabrizio Carrera, Alessandro Hoffmancoolpix-017Giovanni Dara Guccione

In Italia l’agricoltura è una delle possibili vie d’uscita dalla crisi.
La risposta è nelle mani della politica e dei giovani: la politica finora non ha aiutato ed i giovani sono fuggiti; oggi, per ogni dodici agricoltori con più di 65 anni soltanto uno ne ha meno di 35. E la Sicilia è nella media. Pochi incentivi e molta burocrazia hanno scoraggiato i ragazzi, anche più in gamba, dal diventare imprenditori.
Eppure l’agricoltura, nonostante le apparenze, non è piccola cosa. Tra lavoro nei campi, industria alimentare, industria dei mezzi tecnici, servizi, ristorazione, vendita e turismo una fetta consistente della nostra ricchezza, ben oltre il 20%, è legata in modo indissolubile al settore primario. Un settore però che, a differenza di altri, non risponde solo all’economia ma alla cultura, alla tradizione, al paesaggio, ai mestieri: un unicum che non può essere delocalizzato e che rappresenta il vero made in Italy. La riforma delle politiche agricole messa a punto dall’Europa a partire dagli anni scorsi è in linea con un nuovo rinascimento: sviluppo rurale e reti corte, multifunzionalità e integrazione, agricoltura biologica e moderni metodi di gestione danno spazio a creatività, innovazione, qualità. In Sicilia un gran numero di giovani ha intrapreso la via dell’impresa: molti ce l’hanno fatta, altrettanti hanno mollato; tutti si sono venuti a trovare di fronte a difficoltà di ogni ordine e grado. Tra le finalità dei giovani UCID c’è quella di riflettere sul valore dell’impresa e di capire come superare l’attuale crisi.


L’odierna tavola rotonda vuole aprire un dibattito sull’imprenditoria giovanile in agricoltura e formulare proposte a quanti, con i loro comportamenti concreti, possono contribuire al successo di un settore dal quale dipende il futuro di una parte consistente della nostra regione.
A conclusione verrà elaborato un documento di sintesi che l’UCID trasmetterà a decisori, organizzazioni di categoria, istituti di credito e a quanti altri sono interessati al tema.

tavola rotonda

Da sx Dorotea Di Quattro, Rosario Marchese Ragona, Giovanni Mangano, Fabrizio Carrera, io (in piedi), Antonio Castro, Rosaria Di Marco, Ferdinando La Motta

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Da sx Ferdinando La Motta, Dorotea Di Quattro, Io, Giovanni Dara Guccione, Antoni Castro, Diego Planeta, Rsario Marchese Ragona

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Panoramica della sala Dell’azienda Planeta – Cantina dell’Ulmo a Sambuca di Sicilia

coolpix-018Da sx Fabrizio Carrera, Rosaria Barresi, Dario Cartabellotta, Paolo Pivetti

coolpix-022Da sx Alessandro Hoffman, Fabrizio Carrera, Rosaria Barresi, Dario Cartabellotta

Considerazioni personali:

tutto è stato estremamente interessante e piacevole, ma soprattutto utile per conoscere e confrontarsi con altre realtà imprenditoriali giovani, mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca la storia di Rosaria Di Marco che non viene assistita e neppure aiutata da nessuno, che si dichiara “vittima” dei finanziamenti e che non ha trovato alcun appoggio dalla banca a cui si è rivolta.

Mi ha fatto quasi “pena” il povero direttore di Unicredit di Agrigento che è diventato una specie di capro espiatorio della dott.a Barresi quasi che i disservizi della Regione e dell’Assessorato agricoltura e foreste dipendano dalle banche e non dall’inettitudine, ignoranza e mancanza di volontà di voler e dover svolgere il proprio lavoro dei dipendenti dell’Assessorato (fatte salve la maggior parte delle SOAT-UOS siciliane che sono estremamente attive e il cui operato che ammiro molto), spero di cuore che il ministro Brunetta faccia una capatina negli assessorati siciliani e nei vari IPA, AGEA ecc. “fosse ca fosse la volta buona” che in agricoltura le cose andassero meglio?

La dott.a Barresi ha comunque esposto il suo pensiero e sembra una persona attiva e fattiva (quello che cerchiamo tutti noi agricoltori)… il tempo ci saprà dire,

nel frattempo sarebbe una gran cosa che istituissero nuovamente l’Istituto regionale olivo e olio…  uno degli scandali più vergognosi della politica siciliana.

Gli interventi degli imprenditori che si sono alternati durante la tavola rotonda sono stati davvero interessanti e fanno riflettere su una cosa: è mai possibile che la sicilia abbia al suo attivo gente tanto in gamba e preparata e debba sempre essere l’ultima ruota del carro? E’ mai possibile che non esista una politica illuminata che percepisca che non è solo il precariato che ti garantisce i voti ma anche i risultati e il benessere che riesci a fare raggiungere e distribuire?

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