Olio extra vergine di oliva… mon amour!

Alessandra Cuscinà e l'olio siciliano

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Giornale di Sicilia: non si smentisce mai!

Posted by Alessandra su 17 maggio 2008

Mai lette tante inesattezze in sole 24 righe!

Ma così si fa \"informazione\"???

Le parole evidenziate sono assolutamente errate
mi arrogo pertanto il diritto di riscrivere l’articolo
per come avrebbe dovuto essere scritto:

La corretta etichettatura dell’olio
convegno a Canicattini

CANICATTINI.(stendiamo_un_velo_pietoso) Si è chiuso nella sala consiliare del Comune di Canicattini il convegno sull’etichettatura degli oli extra vergini d’oliva. L’incontro è stato promosso dal Consorzio Verdorolio Bilìci in collaborazione con il Comune di e l’Unione commercianti lavoratori autonomi di Canicattini e l’Assessorato Regionale Agricoltura e Foreste. Al saluto del sindaco Paolo Amenta hanno fatto seguito i relatori: la dott. M.C. Borgese, funzionario dell’ICQ-Ispettorato Centrale per il Controllo della Qualità dei prodotti agroalimentari, il dott. Leonardo Catagnano dirigente della UOS 78 Sciacca – Olivicoltura e colture mediterranee – Assessorato regionale Agricoltura e Foreste – Dipartimento interventi infrastrutturali. Hanno moderato il convegno il dott. Vincenzo Cirinnà Presidente dell’Unione commercianti lavoratori autonomi di Canicattini e la dott. Alessandra Cuscinà vice presidente del Consorzio Verdorolio Bilìci.
In aula erano presenti personaggi illustri quali Ercole Aloe, vice presidente dell’Unione Valle degli Iblei e giovani interessati quali gli studenti della facoltà di Agraria dell’Univ. di Catania e le quinte classi del liceo Leonardo Da Vinci di Canicattini.

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Speculazione sul prezzo dell olio? Un affronto!!!

Posted by Alessandra su 14 gennaio 2008

Il 25 novembre 2007 ho inviato questa e-mail

Carissimi associati,

sono esterrefatta dall’articolo apparso sul Giornale di Sicilia (leggi l’articolo).

Leggere che “speculiamo” sul prezzo dell’olio invece di leggere che l’olio viene “scippato” dalle mani dei produttori a prezzi da strozzinaggio che non ripagano nemmeno le spese di gestione e di produzione e inoltre il consiglio di “non farsi fregare” sul peso litro/chilo mi manda davvero in bestia.

A me arrivano notizie da tutta la Sicilia di raccolto scarsissimo (per non parlare di Trapani e Sciacca che mi hanno detto essere quasi in ginocchio) e dobbiamo sentire uno di federconsumatori sostenere che il raccolto è stato soddisfacente in tutta la Sicilia!!!

Per favore mi fate sapere com’è andata da voi questa campagna olearia e a quanto si vende l’olio in frantoio?

Vorrei scrivere due righe al giornale di sicilia per rispondere a questo articolo che mi sembra oltraggioso.

Le risposte

1) Santa Flavia (PA)

Cara Alessandra, non ti curar di loro ma guarda e passa?

Ancora di cose peggiori ne vedremo?.
Noi agricoltori non siamo rappresentati da nessuno!

Il prezzo in zona Madonie di 4,00 € al Kg per l’olio convenzionale e 4,30 – 4,50 € Kg per il biologico Certificato, ovviamente quello commerciale.

Sono pronto ad una manifestazione di piazza o quello che Vuoi Tu anche con trattori bloccando la Pa-Ct. Per l’agricoltura palermitana .

Ciao Corrado C.

Dimenticavo olio non ce n’è in nessun posto!

2) Buscemi (SR)

Siamo tutti esterrefatti!!!!

Questa campagna oleria che si annunciava discreta nella zona dei Monti Iblei (Buccheri, Buscemi, ecc.) è diventata uno schifo grazie alla situazione metereologica del mese di giugno (l’acqua ha fatto cadere molta zagara con la conseguenza che “l’annata di carica” è andata a farsi benedire) e di novembre. Sono partita con una percentuale intorno al 13% e sono adesso (per effetto delle abbondanti pioggie) intorno all’11%. In ogni caso al frantoio dove molisco io (zona Chiaramonte) il prezzo al kg. di olio di qualità prodotto (parliamo di olio D.O.P.) oscilla tra i € 5.50/6.00.

Perchè la Federconsumatori non si preoccupa di quanto costa la raccolta? Le cooperative di raccolta (presenti soprattutto nella zona del catanese) chiedono 0,30/0,40 (l’oscillazione dipende dal terreno, potatura, ecc.) centesimi al chilo. Se a questo ci aggiungiamo il costo della molitura….. facciano un pò i conti. Naturalmente non bisogna aggiungere ai costi sopra descritti quelli della concimazione, potatura, aratura del terreno e trattamenti naturali. Bisognerebbe spiegare ai consumatori che se chiedono un olio extravergine di oliva di categoria superiore (prima spremitura con raccolta anticipata) devono fare riferimento ad uno studio realizzato da una associazione di produttori olivicoli, la quale sostiene che un litro di olio costa al contadino intorno ai 5.

Luciana V.

3) S.Agata di Militello (ME)

Gentilissima dott.ssa Cuscina’ ,

io l’articolo non ho avuto modo di leggerlo ma ormai, dopo 10 anni di lavoro in questo settore, non mi stupisco piu’ di niente; purtroppo sono parecchie le persone che buttano nel fango con molta facilità il lavoro e i sacrifici di persone che operano in un settore come quello dell’olivicoltura e ripeto purtroppo sempre ci saranno.

Comunque, entrando nello specifico della sua richiesta nella nostra zona fascia tirrenica Acquedolci – S.Agata M.llo – Torrenova la produzione e’ stata del 50% rispetto alla campagna 2005/2006. Nel 2006/2007 abbiamo avuto produzione zero. Relativamente ai prezzi della vendita di olio a bocca di frantoio i produttori hanno venduto mediamente da € 5,00 a € 6,00 al kg.

Se dovesse scrivere due righe al giornale puo’ tranquillamente sottoscriverla anche a nome ns.

Grazie

Gino B.

4) Camporeale (PA)

Gent.ma d.ssa Cuscinà,

a differenza Sua, io non sono esterrefatto per niente: non è la prima volta (e purtroppo non sarà l’ultima) che sul nostro quotidiano regionale assistiamo a questi “rari momenti di imparzialità e correttezza d’informazione”.

Per cui non posso far altro che augurarLe/augurarci che le Sue due righe (che se sono quattro è pure meglio…) vengano prese in considerazione e, soprattutto, pubblicate.

A tal proposito, Le confermo il calo produttivo di quest’anno, soprattutto per gli oliveti esposti a Sud, ossia quelli che più di tutti hanno sofferto i quasi quattro mesi di assoluta siccità. Di contro Le confermo che il prezzo di vendita dell’olio extravergine d’oliva nei frantoi di Camporeale e dintorni è di circa 4,50 euro/kg, ESATTAMENTE quanto lo scorso anno e quello precedente…alla faccia della regolazione del mercato in base al rapporto tra domanda e offerta!!!

Ed è verissimo, infine, che con questi prezzi non si coprono i costi di gestione; per cui, cortesemente, dica al nostro caro amico di Federconsumatori che se la categoria che rappresenta trova nella GDO olio imbottigliato a meno di 3 euro al litro, è semplicemente perchè viene spacciato per italiano un olio prodotto da olive (forse…) di chissà dove e confezionato in Italia. E gli chieda anche, possibilmente, se reputa più speculativo un chilo di olio a 4 euro o un chilo di pane a 3…

Mi perdoni lo sfogo, ma di gente così ne sento blaterare un pò troppa ultimamente.

Cordiali saluti,

Gaspare T.

5) Lucca Sicula (AG)

Carissima Dottoressa, le porgo i miei più sentiti complimenti per la tenacia, la grinta, la buona volontà che lei mette ogni giorno della sua vita per mandare avanti questa impresa ardua. Vorrei tanto essere al suo fianco, ma purtroppo gli studi mi impegnano tanto e sono costretto a trascurare l’olio e altri prodotti della azienda. Comunque la seguo sempre e sono d’accordo su tutto quello che lei fa.

Qest’anno la campagna olivicola a Lucca Sicula va abbastanza bene, la produzione è ottima, solo un piccolo problema le rese sono basse 14-16%, infatti i produttori stanno vendendo le olive a 0,52 centesimi, olive che vanno a finire nelle Marche e in Toscana. L’olio è 4,20 al frantoio, se lo vendi al classico “bidonaro” 5,00. Spero che sono stato chiaro, per altri chiarimenti sono a sua completa disposizione.

Sinceri Saluti

girolamo g.

6) Monreale (PA)

Da noi è andata assolutamente sotto la media come quantità (saremo intorno al 25% meno), la qualità è ottima, il prezzo al frantoio 5,5 € litro.

Mi sembra giusto dare una risposta ad una persona che non conosce il mercato dell’olio.

Saluti

Mario Di L.

7) Castelbuono (PA)

Gentile D.ssa Cuscinà

per prima cosa Le comunico che quest’anno, nonostante le avversità climatiche, ho avuto una buona produzione rispetto al mio standard: ho raddoppiato la mia produzione (Agro di Castelbuono).

Se non ci fosse stato quel maledetto scirocco che aveva fatto cadere tutta la zagara dal lato Sud-Est, sarebbe stata, almeno per me, un’annata eccezionale.

Infatti, se si guardava il mio uliveto da Sud si assisteva ad uno spettacolo desolante, con alberi assolutamente privi di frutti; se, invece, lo si guardava da Nord le cose cambiavano radicalmente, con gli alberi ricchi di frutto, anche di grosse dimensioni.

Ma torniamo adesso alle argomentazioni sui prezzi:

purtroppo tutto il problema nasce dall’ignoranza – non conoscenza del problema – da parte dell’autore dell’articolo e da chi non rispetta le leggi vigenti e quindi tende a falsare i prezzi, vendendo olio al frantoio a prezzi stracciati.

Se un’azienda opera nel rispetto di tutta la normativa vigente (personale in regola, modalità di raccolta delle olive, tempi di molitura, magazzini di stoccaggio a norma, confezionamento a norma di legge, ecc ), è ovvio che anche un prezzo di 6,50 EURO/Kg è basso, anzi ridicolo!

Se, invece, si considera la realtà in cui viviamo, assistiamo a privati, piccoli produttori che fanno raccogliere le olive da personale in nero, oppure le fanno raccogliere a “metà” e poi, magari confezionandolo in proprio, senza alcuna autorizzazione e quindi senza i costi di locali a norma, ecc., immettono nel mercato un olio a basso prezzo; infatti si parla di prezzo al frantoio dove chi vende non è certo l’imprenditore, per il quale la molitura è solo una delle fasi prima che il prodotto possa essere immesso nel mercato (imbottigliamento, etichettatura, ecc.).

Non parliamo poi dell’olio che si trova negli scaffali dei Supermercati, dove non si ha difficoltà a trovare olio a meno di 4,00 EURO/Litro – sarebbe interessante sapere da dove arriva realmente quell’olio!?

Purtroppo sembra che la Comunità Europea sia sensibile soltanto alle esigenze di alcune lobbies, anzicchè alla tutela del consumatore: ancora oggi mi sembra che non sia possibile scrivere in etichetta la provenienza delle olive.

Penso che l’articolo apparso, frutto d’ignoranza ed arroganza, sia smontabile in pochi passaggi; mi auguro che ciò possa essere fatto con argomentazioni circostanziate e “taglienti”.

Mi faccia conoscere il seguito.

Cordiali saluti.

Diego L.

8 ) Mister Bianco (CT)

Gentile Alessandra, dopo i comici adesso condividiamo anche la rabbia. Ma devo ammettere che ormai non mi arrabbio più.

Dall’alto dei miei numerosi lustri in cui ho visto – e continuo a vedere – di tutto e di più, ho fatto l’abitudine all’insulsaggine (?) ed alla approssimazione della stampa.

Credo che scrivere due righe di protesta ad un giornalista di oggi, per il quale la ricerca della rispondenza della notizia alla realtà dei fatti è un optional, presupponga in allegato un trattato per spiegargliele.

Una persona che ha la possibilità (e la responsabilità) di portare le sue idee a decine di migliaia di lettori dovrebbe avere la dignità di pensare alle conseguenze di quello che scrive e dovrebbe cercare di rendersene conto.

Ma quanta fatica ci vorebbe…!!!

E’ più semplice copiare una velina e il pezzo è fatto.

Forse basterebbe solo un pò di matematica (ma il giornalista è un letterato!!) per vedere che in una giornata lavorativa si raccolgono 120 -150 Kg. di olive con la raccolta manuale anche se agevolata, che le olive raccolte vanno portate al frantoio, che può non essere proprio dietro l’angolo, che la molitura oggi costa € 0,12/kg di olive, che per fare un litro di nocellara dell’Etna ci vogliono 8 – 10 kg di olive, per cui in media ci vogliono € 5,00 per fare 1 litro di olio solo per raccolta e molitura. Se poi lo vogliamo mettere in lattina da litro ci vogliono € 0,50 + € 0,50 di contenitore e di imbottigliatore, e poi l’etichetta…

Per cui, a te, paladina di noi poveri olivicoltori incompresi, l’arduo incarico di partire lancia in resta all’attacco dell’infame pennivendolo.

Antonio G.

9) Castelbuono (PA)

Hai perfettamente ragione, non se ne può più, ma perchè non dicono quanti soldi e quanta burocrazia ci chiedono per lavoarare si e no due mesi scarsi?

Qui da noi il lavoro non manca, ma di certo non si può dire che è stata un’annanata da ricordare…

Poi se si informano bene i migliori intenditori di oli dicono che il vero extravergine non si può coprare a meno di 5,00 euro a litro…

Insomma scrivi che dietro hai una forza.

Francesca C.

10) Belpasso (CT)

Ciao Alessandra,

Stavolta non posso fare a meno di risponderti.

Se avrete la capacità di portarmi di fronte all’ennesimo imbecille della carta stampata, mi impegnerò a dimostrare il suo livello di igoranza in qualsiasi sede, tv compresa.

E’ una promessa, e sono solito portare in fondo quello che dico.

Devo scappare.

Ciao.

Mimmo M.

11) Sciacca (AG)

Questa campagna che sta volgendo ormai al termine e’ stata la piu’ desolante degli ultimi anni per quantita’ di olive, si ha avuto un calo di produzione non inferiore al 60% rispetto allo scorso anno.

Il prezzo a cui si vende l’olio al frantoio, al dettaglio, è di € 4.50 kg

Onofrio T.

12) Castelvetrano (TP)

Alla faccia dell’obbiettività e della competenza di ‘Federconsumatori’!

Intanto sarebbe ora che i frantoiani smettessero, sotto qualsiasi forma, la vendita di olio sfuso al primo che varca la soglia dei loro oleifici: la legge non lo consente, non fosse che per le innumerevoli ragioni igieniche delle quali Le faccio grazia.

L’olio va confezionato dalle persone abilitate a farlo, in contenitori idonei che non ne alterino la qualità. E con questo abbiamo fatto piazza pulita di bidoni di plastica, nuovi o lerci che siano. La reputazione aziendale è necessario che divenga una cosa seria.

In quanto “all’unità di misura” attenzionata dagli investigatori della Fed. non sapevo che esistesse un obbligo di pesare piuttosto che misurare i liquidi. Me ne ricorderò in occasione dei miei prossimi acquisti nella bottega di quartiere. Sono sicuro che mi diranno di provare al supermercato.

Penso che l’equiparazione del prezzo dell’olio di produzione aziendale a quello delle grandi marche che monopolizzano il mercato con olii provenienti dai quattro punti cardinali, sarebbe già un grosso regalo fatto ai consumatori. E non stiamo parlando dei 25 o più euro del litro di olio toscano, ovviamente prodotto in Puglia ed in Sicilia, ma dei mediamente modesti 10 euro del Carapelli da 3/4 di litro.

Che dire del raccolto di quest’anno? Meglio sarebbe stendervi un velo pietoso, e la stessa cosa vale per la disinformazione che trova regolarmente ospitalità in certi quotidiani. Forse qualcuno potrebbe aiutarci a calcolare meglio il giusto prezzo dell’olio, partendo dalla paga di 45 euro più oneri sociali dei raccoglitori di olive. Speriamo che gli aiuti promessi per il mancato raccolto non svaniscano come tutti i sogni.

Con tanti auguri.

Gianfranco B.

13) S. Agata di Militello (ME)

Anch’io ho letto con stupore l’articolo. Concordo pertanto sull’opportunità di fare qualche precisazione al giornale. Per la zona di Torrenova prov. di Messina, posso dire che il raccolto è stato molto scarso e il prezzo al frantoio è di € 6,00 /chilo. Ad aggravare la situazione vi sono inoltre i danni provocati dall’incendio della notte del 22 agosto. La mia azienda ha perduto ca 2000 piante.

Cordilamente

Francesco V. C.

14) Polizzi Generosa (PA)

Salve,

da noi la compagna olearia la si puo definire media/buona (se non fosse per causa del maltempo si lavorerebbe di più) e l’olio viene venduto a 5/6 euro al chilo.

Saluti

Maria G. Di M.

15) Partanna (TP)

Chi ha scritto questo articolo merita l’impiccagione in pubblica piazza!!!

Settore in ginocchio produzione nella valle del belice disastrosa -50%.

Saluti

Tommaso A.

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