Olio extra vergine di oliva… mon amour!

Alessandra Cuscinà e l'olio siciliano

Vetrerie… che depressione!

Posted by Alessandra su 15 giugno 2009

Da qualche tempo mi è venuta voglia di creare una nuova linea di prodotto quindi: nuova bottiglia, nuova etichetta, insomma qualcosa di diverso da quello che già ho e che comunque rimane, non l’avessi mai pensato! Ho guardato e riguardato il catalogo delle vetrerie bruni e della vetreria etrusca ma non sempre hanno il colore (scuro) o il formato adatto all’olio: 0,25, 0,50,  0,75, 1, per non parlare che sono così allucinanti che le uniche bottiglie con i 100 ml sono la fiorentina e la bell’olio! Insomma, sfoglio, apro (ingrandisco) le foto, richiedo i disegni tecnici attraverso l’apposito form della vetreria etrusca che ti lascia puntualmente sbattere, è la seconda volta che accade non si degnano nemmeno di informarti che non hanno nessuna intenzione di inviarti un campione di bottiglia o il file (cavolo che fatica!!!) via mail dei disegni tecnici della bottiglia! Poi al danno si aggiunge la beffa: non hanno capito completamente che in Sicilia quasi ogni produttore di olio imbottiglia il suo olio con l’ovvio desiderio di distinguersi dagli altri per forma, etichetta, confezione… ma non può perché se vuole una bottiglia diversa dalle solite ne deve ordinare un tir!!! Naturalmente va da sé che se il tir l’ordinasse il rivenditore avrebbe poi tutto l’interesse a vendere le bottiglie facendoti perdere l’originalità della bottiglia! Insomma: un cane che si morde la coda! Per questo sto cercando di capire come funzionano le vetrerie all’Estero per lavorare in maniera un po’ più decente. Trovo allucinante che tutti debbano avere la stessa bottiglia, insomma ci sono 2 vetrerie che producono bottiglie in tutta Italia è mai possibile che non possano produrre un tipo di bottiglia e poi venderla a tanti piccoli produttori sparsi su tutto il territorio nazionale? Tra l’altro al cosa tragica è che non c’è alcuno studio per le bottiglie di olio che in questo momento avrebbero davvero bisogno di qualcosa che, oltre alla qualità del prodotto, le differenzi dal prodotto comune. Insomma in Sicilia ci sono: la marasca che non si riesce ad avere nei 100 ml di colore scuro – ma dico  si rendono conto di quante ne venderebbero se le producessero???, ma chi è che gli cura il marketing un cerebroleso???, la dorica, la fiorentina, la bell’olio (che solamente grazie a Planeta abbiamo nei 100 ml scura).

Alla fine ho ceduto e ho scelto la fiorentina che almeno si trova facilmente in commercio e c’è nelle varie misure, mi piace molto ma… che tristezza, nessuno che guardi a questo mercato, nessuno che consideri il mercato dell’olio… siamo proprio a mare!

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5 Risposte to “Vetrerie… che depressione!”

  1. Gaspare said

    Ale, Ale… il tuo “Romanticismo imprenditoriale” mi sorprende ogni volta di più….
    Mai sentito parlare di oligopolio?
    Certo che si, naturalmente… è che ogni tanto sembra che te ne dimentichi, in favore della correttezza, dell’originalità, dell’innovazione e di quant’altro di giusto potrebbe esserci nel nostro mondo…

    Beh, che si sappia, a questo punto, che esistono tre vetrerie in Italia, impegnate nella produzione di bottiglie: la AVIR (siciliana…) fa solo una decina di modelli e ragiona solo in milioni….(hai capito: siamo dei grandi industriali in Sicilia e non ce n’eravamo accorti…); la Vetrerie Bruni e la Vetreria Etrusca, che hanno un catalogo più ampio, ma con un’altrettanto ampia (e rigida…) gerarchia commerciale.

    L’ultima, ad esempio, si affida alla “Vetropiù” di Napoli per la commercializzazione nel Sud Italia; questa, si affida alla IMEX e alla Mediterranea Vetri per la commercializzazione rispettivamente nella Sicilia occidentale e orientale. Poi, il nulla!! (hai capito: siamo anche dei grossi imprenditori commerciali, in Sicilia, e non ce n’eravamo accorti…).

    Già, perchè dopo essere passate da due mani diverse, che riducono le cifre dal milione al migliaio, il processo si interrompe: ossia, se sono un piccolo produttore e mi servono 500 bottiglie all’anno, magari anche assortite (orrore!!), i due magnati del commercio a base silicica non ti ascoltano nemmeno…tu volevi andare direttamente in fabbrica….

    Già, perchè è troppo faticoso tenere una pedana aperta e crearne di volta in volta una assortita, con i vari formati da 100 ml a 1 litro… no: “lavoriamo solo con un minimo di una pedana”!! Praticamente, proprio nel caso delle 100 ml, equivale a 4000 bottiglie (che una piccola azienda consuma agevolmente in 30-40 ANNI!!)

    L’unica soluzione è rifornirsi presso i pochissimi (e lontanissimi, in alcuni casi…) dettaglianti, che però, essendo la quarta mano dalla fabbrica all’utente finale, sono costretti a proporti prezzi da hobbistica, naturalmente…

    Risultato? Bisogna arrangiarsi, come sempre e come solo noi siciliani sappiamo fare (per necessità, più che per virtù). E allora, un sentito ringraziamento va agli amici “più grandi” che ti favoriscono attingendo dal loro magazzino, sempre che tu abbia la fortuna (o la rassegnazione…) di utilizzare la loro stessa bottiglia, con un’inevitabile uniformità di modelli e alienazione della creatività…. tu parli di studi per la realizzazione di nuovi modelli…..mi sa che se vogliamo distinguerci l’un l’altro ci toccherà soffiare!!!

    Gaspare

  2. Carissima Signora Cuscinà
    sono Manlio Maturo della Vetropiù e, per caso, sono venuto a conoscenza del suo commento su internet circa la Vetreria Etrusca.
    Intanto vorrei specificare che “vetrerie Bruni” è soltanto un commerciante di bottiglie, non un produttore.
    Per quanto riguarda la Vetreria Etrusca, deve capire che – come produttore – ci sono delle rigidità che non permettono la realizzazione di lotti di qualche centinaio di pezzi come lei richiede e, quand’anche si volesse, si otterrebbero dei costi troppo elevati.
    Non è certamente un problema di “Oligopolio”, come commentava il suo amico, ma di aziende che hanno un ciclo produttivo ben definito da cui non si può prescindere.
    E’ del tutto evidente, e lo conferma anche lei nel suo commento, che da parte della Vetreria Etrusca si cerca di arrivare a fornire anche il piccolo medio produttore di olio, vino o altro, e questo avviene tramite i distributori – non “dettaglianti” – come, nella sua zona, Imex Italiana e Mediterranea Vetri; questo permette di raggiungere questa fascia di clientela con il minor costo di trasporto possibile.
    Inoltre umilmente le dico che la personalizzazione del vetro per qualche centinaio di pezzi potrebbe essere fatta soltanto da Vetrerie artigianali, tipo quelle di Murano.
    Aggiungo ancora che l’approvvigionamento da vetrerie estere non risolverebbe le problematiche da lei sinora incontrate; infatti, siccome le bottiglie dall’estero vengono importate da distributori, questi farebbero lo stesso discorso, cioè vendere i surplus di acquisto sul mercato, come i nostri distributori.
    Infine voglio spendere una parola circa l’assortimento e la creatività della Vetreria Etrusca: ogni anno vengono studiati centinaia di nuovi modelli nei diversi settori (vino, olio, conserve, distilleria) e realizzati soltanto una parte, spesso per il non raggiungimento dei lotti minimi di produzione. Vetreria Etrusca resta comunque l’azienda con il più alto assortimento di modelli, nonché quella che ha creato di più negli ultimi trent’anni; soltanto di recente ha immesso sul mercato modelli come la Fiorentina – che lei già conosce -, la Bordolese Cubana, le quadre e cilindriche con imboccatura per tappo irriempibile, Bordolese Imperiale Alta, Imperiale Supreme -insieme a diversi altri modelli con fondo spesso -, Olio Rebe, Olio Sole, Olivia. Non mi sembra che sia un’azienda che manca di creatività!!
    Resto comunque a sua disposizione per eventuali altri approfondimenti e la saluto cordialmente. (tlf. Vetropiù 081 7707486)
    Manlio Maturo

    • Carissima Signora Cuscinà
      sono Manlio Maturo della Vetropiù e, per caso, sono venuto a conoscenza del suo commento su internet circa la Vetreria Etrusca.
      Intanto vorrei specificare che “vetrerie Bruni” è soltanto un commerciante di bottiglie, non un produttore.

      Non lo sapevo, credevo producessero anche le vetrerie bruni ma la cosa, le confesso, non mi consola in quanto fa di Vetreria etrusca l’unico produttore di tutta la penisola…

      Per quanto riguarda la Vetreria Etrusca, deve capire che – come produttore – ci sono delle rigidità che non permettono la realizzazione di lotti di qualche centinaio di pezzi come lei richiede e, quand’anche si volesse, si otterrebbero dei costi troppo elevati.

      Non ho dubbi tant’è che il mio disappunto nasce proprio dal fatto che non esiste la possibilità di produzioni di piccoli numeri, probabilmente servirebbero delle piccole macchine (come i mini-frantoi, quello che possiedo io) e non solo macchine che prevedano la realizzazione solo di milioni di bottiglie.

      Non è certamente un problema di “Oligopolio”, come commentava il suo amico, ma di aziende che hanno un ciclo produttivo ben definito da cui non si può prescindere.

      Mi sa che il problema c’è ma non c’è come risolverlo, al momento.

      E’ del tutto evidente, e lo conferma anche lei nel suo commento, che da parte della Vetreria Etrusca si cerca di arrivare a fornire anche il piccolo medio produttore di olio, vino o altro, e questo avviene tramite i distributori – non “dettaglianti” – come, nella sua zona, Imex Italiana (Enoservice di Marsala, n.d.r.) e Mediterranea Vetri; questo permette di raggiungere questa fascia di clientela con il minor costo di trasporto possibile.

      Insomma… appena ti discosti dai soliti modelli devi ordinarne un tir…
      per non parlare del fatto che nemmeno ti rispondono
      consideri che con la titolare di Imex italiana ho un ottimo rapporto di lealtà e fiducia tant’è che lei stessa mi ha detto di mettermi in contatto, in passato, direttamente con i produttori, e nonostante io mi sia presentata a nome suo non mi hanno dato le informazioni che chiedevo, al livello, addirittura di non dirmi nemmeno il nome del fornitore del salvagoccia… ma non potendolo fornire loro in alcun modo (il solito cane da guardia: non coglie e non fa cogliere).
      La Vetreria etrusca mette un bel form dicendo contattaci, richiedi i disegni tecnici e poi ti lascia sbattere.
      Un giorno scrissi che desideravo un campione di una bottiglia “raffaello” mi piaceva moltissimo e avrei voluto utilizzarla, ebbene non ho mai avuto una risposta, nemmeno un “non facciamo spedizioni a singoli produttori” nonostante avessi specificato che naturalmente l’avrei pagata.

      Inoltre umilmente le dico che la personalizzazione del vetro per qualche centinaio di pezzi potrebbe essere fatta soltanto da Vetrerie artigianali, tipo quelle di Murano.

      Questo purtroppo è ovvio anche per me.

      Aggiungo ancora che l’approvvigionamento da vetrerie estere non risolverebbe le problematiche da lei sinora incontrate; infatti, siccome le bottiglie dall’estero vengono importate da distributori, questi farebbero lo stesso discorso, cioè vendere i surplus di acquisto sul mercato, come i nostri distributori.

      Su questo non sono tanto convinta perché i loro costi di manodopera sono nettamente inferiori ai nostri e quindi quello che per noi è un risparmio per loro è un buon guadagno quindi potrebbero anche procedere alla vendita di piccoli lotti il problema è che questi geni non hanno i siti web e se li hanno non sono tradotti in inglese (in italiano sarebbe chiedere troppo!) e quindi non li trovi online.

      Infine voglio spendere una parola circa l’assortimento e la creatività della Vetreria Etrusca: ogni anno vengono studiati centinaia di nuovi modelli nei diversi settori (vino, olio, conserve, distilleria)

      Sì, ho notato un catalogo che conta circa 80 modelli, per la sezione Olio & Aceto (cosa che mi da’ alquanto fastidio poiché olio e aceto non fanno riferimento alla stessa normativa che regolamenta le capacità dei contenitori: per l’olio sono ammessi soltanto: 250 ml, 500 ml, 750 ml, 1000 ml, 2000 ml e 5000 ml, pertanto perdere tempo con formati da 200 ml, 375 ml o 700 ml mi nuoce un po’), e preferire una sezione solo per l’olio.

      e realizzati soltanto una parte, spesso per il non raggiungimento dei lotti minimi di produzione.

      Mi chiedo perché vi sia un notevole numero di bottiglie di uno o due formati al massimo e quasi mai dello stesso colore.

      Vetreria Etrusca resta comunque l’azienda con il più alto assortimento di modelli,

      sì, ma inutili per chi vuole commercializzare olio e non ha tutta la gamma di capacità a disposizione

      nonché quella che ha creato di più negli ultimi trent’anni; soltanto di recente ha immesso sul mercato modelli come la Fiorentina – che lei già conosce -, la Bordolese Cubana, le quadre e cilindriche con imboccatura per tappo irriempibile, Bordolese Imperiale Alta, Imperiale Supreme -insieme a diversi altri modelli con fondo spesso -, Olio Rebe, Olio Sole, Olivia. Non mi sembra che sia un’azienda che manca di creatività!!

      Analizziamo insieme le ultime create:
      Fiorentina: l’abbiamo nei formati: 100, 250, 500, 750 ml ma la 100 differisce per colore dalle altre 3, perché?

      Bordolese cubana: solo 250 e 500 ml.

      Per quanto riguarda le quadre e cilindriche con imbaccatura per tappo irriempibile trovo la Fiorentina dop che con quel collo corto corto mortifica la bella silhouette della Fiorentina originale, e la Quadra dop che mi fa lo stesso effetto mortificando la Quadra originale che è decisamente più bella (ma questi sono gusti personali).

      La Bordolese imperiale supreme è utilizzabile – per chi produce olio – solo nel formato 500 ml in quanto è l’unico formato di colore non bianco.
      Le seguenti bordolesi si possono scegliere soltanto se si vuole avere 2 formati e basta (nessun 100 ml come campione, nessun litro o altro)
      Bord Avvenire Pesante
      Bord Avvenire Supreme
      Bord Cubana Bv/screw
      Bord Europea Bv/screw Bord Liberty Bv/screw

      Caro signor Manlio, il problema non è che sono capricciosa e voglio tutto, tutti i formati e tutti i colori, bensì:
      1. che per l’olio sono obbligata ad usare la bottiglia scura e non bianca in quanto l’olio è sensibile alla luce e nella bottiglia chiara si ossida e diventa inutilizzabile, certo capisco che i grossi nomi usano quella chiara ma mettono la clorofilla nell’olio per cui si mantiene felicemente verde… e comunque non si ossida visto che non stiamo parlando di olio extra vergine di oliva…
      2. che tutti i piccoli produttori abbiamo bisogno di una bottiglia da 100 ml per far provare il nostro prodotto e farlo con una bottiglietta diversa dalla propria linea non è proprio professionale, ma almeno ne aveste prodotte 3: una cilindrica, una quadrata e la Fiorentina, insomma almeno i formati più consumati, richiesti, venduti potrebbero avere ’sta benedetta 100 ml di colore scuro,
      3. non siamo noi che decidiamo – non sempre almeno – perché è sempre così: se hai i formati piccoli te li chiedono grandi, se hai i grandi li vogliono piccoli!… e noi piccoli produttori usciamo pazzi dietro alle richeste di tutti.

      Ora, analizzando tutto il catalago di Vetreria etrusca, vi sono soltanto 2 modelli (peraltro piuttosto bruttini) che hanno tutta la gamma di capacità: il Galloncino (che non cambia nemmeno il diametro del tappo fino al litro, cosa importantissima per chi acquista i tappi e non deve comprarne di tutti i formati) e la cilindrica (che però al litro cambia il diametro del tappo)

      seguono:
      1. la Fiorentina che però i 100 ml sono verde chiaro e non come tutte le altre bottiglie e comunque si ferma al 750 ml
      2. la Quadra dop
      3. la Quadra Barcellona che però ha il 100 ml solo bianco
      4. la Quadrotta, ha molti formati ma cambia continuamente il diametro del tappo
      5. la Sfaccettata che però non ha il 100 ml e comunque la trovo piuttosto brutta

      Allego un file .pdf in cui sono segnati tutti i modelli con formati, colori e diametri… mi dica Lei quanti sono realmente utilizzabili da un piccolo imprenditore che cerca di essere il più professionale possibile.

      Un’ultima cosa: non so se Vetreria etrusca si è “macchiata” anche di questa colpa ma più volte è successo, quest’anno, che colleghi produttori si sono trovati a non poter soddisfare le richieste di alcuni compratori perché la fabbrica non produceva più la loro bottiglia, in questo caso un povero disgraziato che deve fare?
      Lei dice che non c’è oligopolio, ma nemmeno possibilità di cambiare e questo come lo chiama?

      Resto comunque a sua disposizione per eventuali altri approfondimenti e la saluto cordialmente. (tlf. Vetropiù 081 7707486)
      Manlio Maturo

      Io ringrazio tanto Lei che è stato così gentile da commentare il mio articolo e mettersi a disposizione dei piccoli produttori, e forse, sentendo di questi problemi, potrà cercare con gli esperti dell’azienda di trovare una soluzione anche per noi piccoli moscerini del mondo oleario.

  3. Emanuele said

    Tutto vero cara Alessandra, tutto vero, io combatto con le stesse difficoltà tutti i giorni e non sono neanche tanto moscerino. Il fatto è che o lavori con la GDO con prodotti standard e grandi numeri oppure diventi pazzo, poca scelta, formati sballati, colori a caso, scarsa disponibilità in pronta consegna, insomma è un gran casino. Se poi hai una linea automatica come me, hai il problema del tappo, ogni kit per un tappo diverso costa 5.000 euro, io uso la dorica 100ml (6000 pezzi, ne ho per 5 anni, non le vuole quasi nessuno ma qualcuno che le pretende cè sempre e tocca averle in casa) che mi è costata un kit, poi la 250, la 500 e la 750 con il tappo da 31,5 e vai con il secondo kit, ora vorrei fare una bottiglia economica da un litro senza prendere il terzo kit, vedi tu se si trova! Tutte quelle economiche da litro hanno il tappo da 35 tranne la Ferrochina che è quasi introvabile sul mercato a meno che non prenoti un tir per l’anno prossimo.

    Insomma, la verità è che i cataloghi di 80 bottiglie, per problemi di misure e colori, di quantità e disponibilità, sono solo virtuali e alla fine si finisce per forza tutti sulle stesse bottiglie da 4 soldi.

    Io poi non pretendo di comprare sfuso, mi và bene anche a pallet, anche più pallet, ma con Etrusca si rimbalza sempre dal rappresentante locale, il rapporto diretto è veramente scarso, anche a titolo semplicemente di richiesta informazioni, che è importante perchè spesso i rivenditori locali non sanno molte cose e ti fanno perdere tempo o non ti propongono la soluzione giusta ma quello che conviene a loro per smaltire le giacenze.

    Che vuoi farci, siamo nell’era industriale, non c’è spazio per noi artigiani.

    Un saluto,

    Emanuele.

  4. Enrico Alberti said

    Prova questo indirizzo :

    http://www.vetruria.it/default.asp

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