Olio extra vergine di oliva… mon amour!

Alessandra Cuscinà e l'olio siciliano

Archive for 1 febbraio 2009

Quando una legge… danneggia tutti!

Posted by Alessandra su 1 febbraio 2009

Il 23 gennaio, venerdì, sono andata a mangiare la pizza vicino casa mia, in un posto in cui la fanno piuttosto buona.

Entrando mi cade l’occhio su una bottiglietta di olio con un’etichetta che dire fetente per quante volte era stato rabboccato dell’olio lì dentro era volerle fare un complimento! Normale amministrazione, purtroppo, perché tutti noi produttori siamo consapevoli che i proprietari dei locali di ristorazione da quando è stata introdotta la legge che prevede che non si utilizzi più a tavola l’ampolla della comune oliera  ma bottiglie monouso sigillate ed etichettate, acquistano qualche bottiglia o usano quelle che gli regala qualche produttore speranzoso di vendere il proprio prodotto e la riempono centinaia di volte con oli di qualunque origine!

Il danno e la beffa!!!

Non solo non comprano l’olio ma usano le bottiglie facendo una pessima pubblicità al produttore!

Perché me la prendo tanto a cuore? Semplice! Di solito non so se l’olio nella bottiglia è davvero quello corrispondente all’etichetta, ma questa volta ne ero certa: era il mio!!! O meglio, era la mia bottiglia SENZA TAPPO e con dentro un OLIO RANCIDO che faceva schifo e non aveva né odore né sapore tranne quel sentore tipico dell’olio rancido!!!

Ma come si fa a mettere quella porcheria su qualunque pietanza???
Questo “trattamento” dell’olio mi ha fatto ricredere molto sulla pizzeria e la qualità dei suoi piatti!

La barzelletta è stata quando ho chiesto alla cameriera quella bottiglietta e non un’altra con un’altra etichetta perché volevo assaggiare quell’olio e lei, ignara, mi dice: “Sì, cambia l’etichetta ma l’olio è tutto lo stesso!!!”

AAARRRGGGGHHHHHHHHHHH!!!!!!!!

La bottiglia risaliva, non sto scherzando, al 2006 (metto sempre l’anno di produzione dell’olio e il mese di imbottigliamento in etichetta, oltre al più che esplicativo numero di lotto), un’etichetta che non faccio più da 3 anni (ho cambiato una serie di informazioni nel retro etichetta).

Per tutto il tempo che mi è occorso per mangiare la pizza non ho fatto altro che contare (sarò arrivata a 10.000) per calmarmi – ero una iena – e poi, con il più gentile dei miei sorrisi ho chiesto alla proprietaria del locale di far svuotare la bottiglia con la mia etichetta perché quell’olio “fetente (sì ho detto proprio così) non era il mio, e di darmi la bottiglia perché la volevo buttare nell’immondizia personalmente.

La signora cercava di convincermi che PERÒ l’olio era buono e io giù a insistere che era FETENTE soprattutto visto che veniva tenuto per giorni in bottiglie prive di tappo!

Paghiamo il conto e la cameriera non tornava con la bottiglietta…
ho ribadito, sempre sorridendo, che non mi sarei mossa da lì se non mi davano la bottiglia con la mia etichetta!

Non ho fatto casino, non ho detto che si tratta di frode a tutti gli effetti, non ho urlato (cosa per me difficilissima quando mi arrabbio), non ho minacciato nulla, ho, anzi, spiegato che per chi tiene, come me, a fare qualità e partecipa ai concorsi, alle selezioni, ai premi, e fa assaggiare l’olio ai migliori inteditori ricevendo, grazie a Dio, plauso e consenso, dispiace (ho detto “dispiace” invece di “fa incazzare come una belva”), vedere poi il proprio nome, il frutto di incredibili sacrifici e fatiche, associato ad un olio veramente di scarsissimo pregio.

Ho preso la mia bottiglietta e me ne sono andata, con il mio fidanzato scioccato da tanto mio self-control 🙂

Ah!!! Ho dimenticato di dire che ho esortato la proprietaria a fare un’etichetta propria, col proprio nome e metterci dentro tutto lo schifo che vuole!
L’ho vista poco convinta…

meglio frodare produttori e clienti e risparmiare i soldi di bottiglie ed etichette…

Cari legislatori in buona fede: che le fate a fare le leggi se poi non fate i controlli?

E spiegatemi una cosa: “Perché ogni volta che in un locale ho fatto notare che non era in regola o perché usava l’ampolla, o perché era evidente che rabboccasse l’olio (basta dimostrare di avere le fatture delle bottiglie esposte!), mi sono sentita rispondere: “Non ti preoccupare, da me non vengono” oppure la variante: “Non ti preoccupare, a me non fanno niente“.

Testo del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, coordinato con la legge di conversione 11 marzo 2006, n. 81

4-quater. Al fine di prevenire le frodi nel commercio dell’olio di oliva ed assicurare una migliore informazione ai consumatori, è fatto divieto ai pubblici esercizi di proporre al consumo, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, olio di oliva in contenitori non etichettati conformemente alla normativa vigente.

4-quinquies. In caso di violazione delle disposizioni di cui al comma 4-quater, si applica a carico degli esercenti la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 1.000 a euro 3.000.

Link di approfondimento:

http://www.olio-extra-vergine.it/oliva/news/legislazione/Vietato-nei-ristoranti-l-olio-di-oliva-in-ampolle-anonime/

http://www.olio-extra-vergine.it/oliva/news/legislazione/Vietato-l-utilizzo-delle-oliere-nei-ristoranti-vietati-i-rabbocchi/

http://www.teatronaturale.it/articolo/3382.html

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