Olio extra vergine di oliva… mon amour!

Alessandra Cuscinà e l'olio siciliano

Degustivina 2008: delusione e compiacimento

Posted by Alessandra su 23 novembre 2008

Anche quest’anno ho partecipato al VOlio la sezione dedicata all’olio del Degustivina. È il secondo anno che partecipo: l’anno scorso la manifestazione si è svolta a Palazzo Butera, un bellissimo antico palazzo nobiliare, che ha fatto da stupenda cornice ai vari prodotti di aziende del mondo del vino e dell’olio (principalmente siciliani ma non solo),

volio_07Volio – Degustivina 2007 – Palazzo Butera (PA)

quest’anno invece all’ ex deposito locomotive di S. Erasmo, location conosciuta dai palermitani in quanto sede del Kals’art, manifestazione estiva di grande interesse e stimolo delle estati palermitane.

(Grazie a Lu per le foto)

ale volio degustivinaIo al Volio – Degustivina 2008

bottiglie-degustivinaOlio Cuscinà – L’accento sulla qualità

degustivina ex stazione sant'erasmo palermoL’ex deposito locomotive della Stazione di Sant’Erasmo a Palermo

Grandi attese, grandi promesse di “numerose” presenze di esperti del settore (ne avrò contati 15 inclusi i… 15 giornalisti! …alcuni di loro sono anche venuti a trovarmi al mio stand, fanno sempre molto piacere ma non comprano l’olio), zero buyers, zero ristoratori, zero di zero, mi hanno detto che qualche ristoratore c’era… ma dall’olio se è passato, non si è fermato.

L’organizzazione dovrebbe comunicare in anticipo chi sono (nome, cognome, area d’interesse) gli eventuali esperti del settore e a cosa potrebbero essere interessati facendo loro chiaramente presente che non troveranno l’olio a 3 euro perché nessuna delle aziende che va al Volio lo produce (non siamo industriali o commercianti, siamo produttori).

Allora perché il titolo cita “compiacimento”? Compiacimento di che?

Compiacimento di confrontarsi con un pubblico principalmente giovane interessato a capire e conoscere l’olio. Compiacimento di aver visto apprezzare l’olio da persone semi affamate, semi ubriache ma che hanno avuto voglia di capire il termine “denocciolato”, da che cultivar provenga e come lo si produca (alle volte sorrido, perché aver chiesta la cultivar e avere la consapevolezza che a casa utilizzano qualche prodotto  industriale, mi fa sorridere).

Compiacimento di sapere che il lavoro, la cura, l’amore che metti nel produrre un olio, il quale speri sia ogni anno migliore, incontra il gusto del curioso (dire consumatore sarebbe inappropriato, il consumatore “consuma” la merce a poco prezzo… e il mio olio lo puoi “gustare” ma non “consumare”).

Il degustivina è un’iniziativa importante per le aziende siciliane, per fare conoscere il proprio prodotto, per avvicinare il consumatore al vino e all’olio, interessante perché propone “formazione” gratuitamente – che quest’anno, però, non c’è stata: nessun laboratorio del gusto, nessun tema sull’olio trattato, – ma è carente in troppe cose e, considerato che costa moltissimo alle aziende che vi partecipano, tali carenze non sono giustificate.

Ogni azienda di vino paga 600,00 euro più iva, ogni azienda di olio quest’anno ha pagato 200,00 euro più iva e, a titolo di esempio, a noi dell’olio nemmeno un bicchiere da degustazione!!! È mai possibile??? Assurdo!

L’ingresso non è stato gratuito (per fortuna! altrimenti avremmo dovuto sfamare orde di palermitani impazziti), ma costava 12,00 euro e includeva in omaggio il bicchiere da degustazione con il logo della manifestazione (logo delizioso opera dell’agenzia pubblicitaria segnali).
Vi erano 22 sponsor… (deliziosi e apprezzatissimi i dolcetti omaggiati dal Panificio Puccio di Palermo e l’acqua Tione a disposizione di curiosi e aziende).

Per le aziende palermitane il cui spostamento per partecipare all’evento è di facile realizzazione il Degustivina alla fin fine è vissuto come un momento di promozione che “si può fare” ma per le aziende che vengono da più lontano come da Trapani, Siracusa e da tutta la Sicilia, il gioco non vale la candela.

La sensazione di alcuni titolari di azienda è stata, cito: “Adesso apre il pub!”
Non è un bel commento, non è una bella figura, non è stata data la sensazione di aver organizzato qualcosa “per le aziende” piuttosto la solita manifestazione per fare soldi a spese delle aziende che offrono il proprio prodotto gratuitamente a un pubblico pagante (il biglietto!) che ha voglia di passare una serata diversa e bere gratis.

C’è qualcosa da aggiustare, c’è qualcosa in più da offrire a chi investe in un’iniziativa.

L’anno prossimo parteciperò soltanto se mi sarà sottoposto un contratto con tutti i termini evidenziati in chiaro: diritti e doveri, non tutte le cose indicate nel comunicato stampa sono state messe in atto e se avessi un contratto firmato con i termini di quanto avrebbe dovuto essere fatto, chiederei un risarcimento.

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3 Risposte to “Degustivina 2008: delusione e compiacimento”

  1. Gaspare said

    Concordo pienamente!
    Ti confesso che sto cominciando a stancarmi di sfamare gente in giro per il mondo, soprattutto, come nel caso del Degustivina, quando sei un produttore di quello che serve per “assuppare” gli ettolitri di vino generosamente elargiti A GRATIS dalle aziende che, come noi, sperano e provano a farsi conoscere ed a ritagliarsi una fettina del tanto agognato mercato!!
    Ma come? Tenuto conto che:
    1. non puoi vendere direttamente (ne andrebbe dell’immagine della manifestazione….MAH?!);
    2. di operatori non c’è nessuna traccia (per forza: i ristoratori di venerdi e sabato sera hanno QUALCOS’ALTRO da fare, gli enotecari hanno i magazzini pieni di prodotti in conto-vendita, gli agenti di commercio….vabbè lasciamo stare..);
    3. buyers, importatori, esportatori & Co. trovano le stesse aziende (e molte altre ancora) alle fiere internazionali;
    risultato: che ci siamo andati a fare? Boh? Tutt’ora me lo chiedo e non trovo una risposta: si, qualche contatto c’è stato, bisogna vedere se e quando andrà a buon fine, ma è comunque troppo poco a confronto della quantità di sangue freddo impegnata per sopportare le orde di barbari ‘mbriachi che non ti guardano neanche in faccia mentre arraffano qualsiasi cosa trovino sul tuo tavolo, fosse anche pane e CIANURO!!
    Insomma, giudizio confermato: quelle che ho sempre definito “manifestazioni di autoincensamento” si confermano tali; il prossimo anno (o la prossima fiera) partecipo solo se c’è una dimostrata professionalità nell’organizzazione, altrimenti il “pub” me lo apro io, almeno se vuoi “degustare” il mio vino, il mio olio o qualunque cosa io produca lo devi pagare!! E pure caro!!
    A presto,
    Gaspare Triolo.
    (P.S.: commento non riletto, come da tradizione, onde evitare di addolcirlo ;-))

  2. antonella said

    brava alessandra! la minicronaca dei due giorni degustivina mi trova d’accordo.noi venivamo da reggiocal.(ricordi?)e nn è stato il massimo dell’organizzazione,anche perchè ,se un giornalista ha l’opportunità di assaggiare prima del pubblico pagante deve essere messo in condizioni,in quel lasso di tempo,di degustare o fare domande.Nella realta’ alle 17 ancora i vini,quelli bianchi,erano caldi,i rossi erano stati trasportati da poco e avevano bisogno di qualche ora di “fermo” i bicchieri non erano pronti,addirittura alcuni stand erano privi dei produttori”annunciati”.Per VOLIO l’impressione è stata di scoramento e zero assistenza e poi se tu hai in una mano un bicchiere e nell’altra penna e fogli per appunti,dove ti siedi o t’appoggi per un tozzo di pane e olio???insomma la cosa piu’ interessante è stata conoscere la tua azienda e il tuo olio (a proposito bella la bottiglia con l’etichetta d’antan che lo fa assomigliare ad un olio curativo alla stregua dell’ossimoro”clinica gastronomica”)e poi qualche bottiglia di vino(alcuni bianchi strepitosi!)Spero di far parte della schiera dei curiosi che fanno domande e non consumano olio -motore ma gustano prodotti che raccontano storie di lavoro e amore per la terra.

  3. ciao Antonella,
    certo che mi ricordo! 🙂
    È stato un piacere conoscervi e mi ha fatta felice l’approvazione della mia etichetta “d’antan”, come l’hai definita tu! 🙂
    Sì ci sono delle cose da limare, degli accorgimenti da prendere, il Degustivina è un momento importante a Palermo e dovrebbe essere impeccabile nell’organizzazione.
    Ma, chissà, queste nostre osservazioni, forse, serviranno per la manifestazione dell’anno prossimo 🙂

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