Olio extra vergine di oliva… mon amour!

Alessandra Cuscinà e l'olio siciliano

La scandalosa denuncia di winereality: rincari fino al 1000%

Posted by Alessandra su 28 ottobre 2008

La settimana scorsa è uscito su winereality, il blog di Luigi Salvo, un articolo interessantissimo che ha scosso buona parte del mondo del vino. Credo che la cosa si possa estendere a tutto il mondo dell’agroalimentare e non solo: quando si aumentano i prezzi fuori misura, senza alcuna coerenza e/o cognizione di causa si rischia di fare una figuraccia come quella che ha fatto il bar sito in uno dei più bei posti di Taormina.

Mi domando: ma come si può non rendersi conto che non si può pensare di spennare il turista (perché solo a quello è rivolto un tale comportamento) e farla franca? Come per ogni cosa prima o poi se ne paga lo scotto. Ma come mai i turisti quest’anno hanno disertato i luoghi turistici? La risposta è ovvia: esistono luoghi che costano molto meno e sicuramente offrono di più di quanto non faccia la Sicilia (e probabilmente tutta l’Italia).

Credere e sentirsi furbi perché si spenna un qualche poveretto di passaggio è davvero demenziale.

Il luogo comune vuole che nei posti turistici tutto costi molto di più e tant’è che passeggiando per Taormina ho visto dei bellissimi orecchini ma ho evitato di acquistarli pensando che non solo avrei pagato oro, brillanti e fattura ma anche il fatto che li stavo comprando lì… li cercherò a Palermo, ho pensato, di sicuro li troverò a meno! Ed ecco che questa insana politica del “spenno il pollo di passaggio” porta alla prima ovvia conseguenza: non compro nulla in un luogo turistico!

Prima questo era un ragionamento fatto soltanto dai “locali” adesso lo fanno anche i turisti, e fanno bene!

Ho letto commenti di tutti i tipi all’articolo di Luigi Salvo nei vari blog della rete (perchè è stato riportato e commentato dappertutto) tra questi uno in particolare mi ha infastidita, non ricordo l’autore ma il succo del discorso era questo:
se c’è chi compra allora il venditore fa bene ad aumentare i prezzi, e se c’è chi compra solo la cosa più cara sulla carta ben venga che sia preso in giro pagando il 1000% per cento il valore della cosa (nel caso specifico una bottiglia di vino).

Ecco, a me una cosa del genere fa uscire dai gangheri!

Ma dico, se c’è chi compra sulla carta solo la cosa più costosa gli si offra una cosa realmente costosa e non una aumentata sconsideratamente. Spesso, come compratrice di un determinato articolo, non essendo un’esperta mi affido al prezzo… si suppone che una cosa che costa 50,00 euro sia nettamente superiore a una di 5,00, e non che sia uguale ma gonfiata a dismisura. Se mi presento da un amico con una bottiglia che ho pagato 50,00 euro mi aspetto di avere fatti i complimenti per l’ottima scelta non di avere portato una bottiglia “bevibile” pagata un patrimonio… e per di più chi la riceve mica sa quanto l’hai pagata e che hai preso un pacco!!!
Così la brutta figura è doppia: non ne capisci niente e fai regali micragnosi!
Il danno e la beffa!!!

E’ vero che ci deve essere un libero mercato e non si possono imporre i prezzi ai commercianti (anche se secondo me è una cosa discutibile… perché si dovrebbe pretendere un certo tipo di rincaro massimo a seconda della categoria di chi rivende il prodotto) se do il mio vino all’Hotel a 5 stelle lusso ci può stare che lo pago per 1000 volte… ma c’è anche un cameriere totalmente dedicato a me, un tovagliato e tutto un lusso che giustificano il prezzo che sto pagando.
Ma l’enoteca che mi ricarica del 1000%… è solo molto disonesta, il bar che ricarica del 1000% è al limite del penale!

Il produttore che si vede preso in giro e soprattutto non rispettato dovrebbe pretendere un prezzo massimo oltre il quale non proporre il prprio prodotto.

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Una Risposta to “La scandalosa denuncia di winereality: rincari fino al 1000%”

  1. francesco di stefano said

    Sono assolutamente daccordo con lei, imporre il ricarico massimo a secondo del tipo di esercizio che rivende il prodotto.
    L’ideale sarebbe dividere i locali in tre categorie ed a secondo del prezzo d’uscita del vino dalla cantina predisporre un ricarico massimo applicabile per ogni fascia.

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