Olio extra vergine di oliva… mon amour!

Alessandra Cuscinà e l'olio siciliano

Perché l’olio verdorolio costa di più?

Posted by Alessandra su 31 gennaio 2008

Perché l’olio del consorzio verdorolio costa di più?

Perché I ‘ve got a dream! (Io ho un sogno… come Martin Luther King… del resto se c’è chi si sente novello Gandhi io potrò ben sentirmi Martin Luther King! No?)

Battute a parte

sembra una domanda banale perché il verdorolio costi di più e ci si aspetta una risposta banale del tipo: “è migliore e i costi sono superiori rispetto agli altri oli” e in effetti questa è una verità ma ce n’è un’altra che le si affianca: l’olio verdorolio costa di più perché lo si paga di più al produttore per scelta consapevole dei dirigenti del consorzio.

La prossima domanda nasce spontanea: “Perché lo si paga di più al produttore?”

Risposta: “Per far sì che l’agricoltore continui a fare l’olio, a coltivare la terra, per una questione di etica, perché è giusto che chi lavora la terra sia consapevole del fatto di possedere un tesoro e non un vuoto a perdere, perché è giusto che il lavoro venga ripagato.
L’economia agricola siciliana è in grave pericolo:

la manodopera costa
i fertilizzanti costano
il carburante costa
i fitofarmaci (anche se esorto TUTTI a convertirsi al BIOLOGICO) costano
i macchinari (trattori e altro) costano

L’agricoltore, per buona fede o per disperazione, quando deve vendere il proprio prodotto preferisce “POCHI MALEDETTI E SUBITO” e non vuole aspettare per timore di vedere calare il prezzo del suo lavoro ancora di più.

Morale della favola: svende il proprio prodotto ==> lo svaluta ==> copre a mala pena le spese.
Tutto ciò, a mio parere, porta a una conseguenza ancora più grave: i figli dell’agricoltore crescono osservando la delusione del padre, la fatica che fa per un misero guadagno e quindi, esortati dallo stesso genitore che nella terra vede solo sacrifici e nessuna prospettiva per il futuro abbandonano la terra e si iscrivono all’Università!

Certo andare a ingrossare le file dell’Università che, quando esci Dott., ti offre 2 grandi opportunità (oltre a quella sacrosanta di lasciare la sicilia e farti valere): impegarti in un call center a tormentare gli utenti per vendergli una dannata tariffa di cui non hanno bisogno oppure aspirare a un part time da Mc Donald come “giratore” di patatine fritte!

Ma una chance, una vera, i nostri ragazzi ce l’hanno, soprattutto i più fortunati che già possiedono la terra il bene più prezioso perché:

diceva la mia bisnonna:

i soldi: te li possono rubare
le case: può venire un terremoto e possono crollare
ma la terra: è lì e nessuno la può toccare.

La terra, questa terra benedetta che gode del sole molto di più di tante altre,
che ha un clima meraviglioso per l’agricoltura,
questa terra meta di turisti (almeno fino a quando in sicilia si mangiava bene e si pagava il giusto, adesso si mangia uno schifo dappertutto e si paga uno sproposito pure per una pizza col formaggio di plastica!), assetati di cultura, sole e mare, questa terra è un bene prezioso che va curato amato e soprattutto valorizzato sia dal privato sia dalle Istituzioni ma il privato siciliano deve smettere di aspettare l’elemosina del politicante di turno.

Siamo imprenditori? Facciamo gli imprenditori

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