Olio extra vergine di oliva… mon amour!

Alessandra Cuscinà e l'olio siciliano

Speculazione sul prezzo dell olio? Un affronto!!!

Posted by Alessandra su 14 gennaio 2008

Il 25 novembre 2007 ho inviato questa e-mail

Carissimi associati,

sono esterrefatta dall’articolo apparso sul Giornale di Sicilia (leggi l’articolo).

Leggere che “speculiamo” sul prezzo dell’olio invece di leggere che l’olio viene “scippato” dalle mani dei produttori a prezzi da strozzinaggio che non ripagano nemmeno le spese di gestione e di produzione e inoltre il consiglio di “non farsi fregare” sul peso litro/chilo mi manda davvero in bestia.

A me arrivano notizie da tutta la Sicilia di raccolto scarsissimo (per non parlare di Trapani e Sciacca che mi hanno detto essere quasi in ginocchio) e dobbiamo sentire uno di federconsumatori sostenere che il raccolto è stato soddisfacente in tutta la Sicilia!!!

Per favore mi fate sapere com’è andata da voi questa campagna olearia e a quanto si vende l’olio in frantoio?

Vorrei scrivere due righe al giornale di sicilia per rispondere a questo articolo che mi sembra oltraggioso.

Le risposte

1) Santa Flavia (PA)

Cara Alessandra, non ti curar di loro ma guarda e passa?

Ancora di cose peggiori ne vedremo?.
Noi agricoltori non siamo rappresentati da nessuno!

Il prezzo in zona Madonie di 4,00 € al Kg per l’olio convenzionale e 4,30 – 4,50 € Kg per il biologico Certificato, ovviamente quello commerciale.

Sono pronto ad una manifestazione di piazza o quello che Vuoi Tu anche con trattori bloccando la Pa-Ct. Per l’agricoltura palermitana .

Ciao Corrado C.

Dimenticavo olio non ce n’è in nessun posto!

2) Buscemi (SR)

Siamo tutti esterrefatti!!!!

Questa campagna oleria che si annunciava discreta nella zona dei Monti Iblei (Buccheri, Buscemi, ecc.) è diventata uno schifo grazie alla situazione metereologica del mese di giugno (l’acqua ha fatto cadere molta zagara con la conseguenza che “l’annata di carica” è andata a farsi benedire) e di novembre. Sono partita con una percentuale intorno al 13% e sono adesso (per effetto delle abbondanti pioggie) intorno all’11%. In ogni caso al frantoio dove molisco io (zona Chiaramonte) il prezzo al kg. di olio di qualità prodotto (parliamo di olio D.O.P.) oscilla tra i € 5.50/6.00.

Perchè la Federconsumatori non si preoccupa di quanto costa la raccolta? Le cooperative di raccolta (presenti soprattutto nella zona del catanese) chiedono 0,30/0,40 (l’oscillazione dipende dal terreno, potatura, ecc.) centesimi al chilo. Se a questo ci aggiungiamo il costo della molitura….. facciano un pò i conti. Naturalmente non bisogna aggiungere ai costi sopra descritti quelli della concimazione, potatura, aratura del terreno e trattamenti naturali. Bisognerebbe spiegare ai consumatori che se chiedono un olio extravergine di oliva di categoria superiore (prima spremitura con raccolta anticipata) devono fare riferimento ad uno studio realizzato da una associazione di produttori olivicoli, la quale sostiene che un litro di olio costa al contadino intorno ai 5.

Luciana V.

3) S.Agata di Militello (ME)

Gentilissima dott.ssa Cuscina’ ,

io l’articolo non ho avuto modo di leggerlo ma ormai, dopo 10 anni di lavoro in questo settore, non mi stupisco piu’ di niente; purtroppo sono parecchie le persone che buttano nel fango con molta facilità il lavoro e i sacrifici di persone che operano in un settore come quello dell’olivicoltura e ripeto purtroppo sempre ci saranno.

Comunque, entrando nello specifico della sua richiesta nella nostra zona fascia tirrenica Acquedolci – S.Agata M.llo – Torrenova la produzione e’ stata del 50% rispetto alla campagna 2005/2006. Nel 2006/2007 abbiamo avuto produzione zero. Relativamente ai prezzi della vendita di olio a bocca di frantoio i produttori hanno venduto mediamente da € 5,00 a € 6,00 al kg.

Se dovesse scrivere due righe al giornale puo’ tranquillamente sottoscriverla anche a nome ns.

Grazie

Gino B.

4) Camporeale (PA)

Gent.ma d.ssa Cuscinà,

a differenza Sua, io non sono esterrefatto per niente: non è la prima volta (e purtroppo non sarà l’ultima) che sul nostro quotidiano regionale assistiamo a questi “rari momenti di imparzialità e correttezza d’informazione”.

Per cui non posso far altro che augurarLe/augurarci che le Sue due righe (che se sono quattro è pure meglio…) vengano prese in considerazione e, soprattutto, pubblicate.

A tal proposito, Le confermo il calo produttivo di quest’anno, soprattutto per gli oliveti esposti a Sud, ossia quelli che più di tutti hanno sofferto i quasi quattro mesi di assoluta siccità. Di contro Le confermo che il prezzo di vendita dell’olio extravergine d’oliva nei frantoi di Camporeale e dintorni è di circa 4,50 euro/kg, ESATTAMENTE quanto lo scorso anno e quello precedente…alla faccia della regolazione del mercato in base al rapporto tra domanda e offerta!!!

Ed è verissimo, infine, che con questi prezzi non si coprono i costi di gestione; per cui, cortesemente, dica al nostro caro amico di Federconsumatori che se la categoria che rappresenta trova nella GDO olio imbottigliato a meno di 3 euro al litro, è semplicemente perchè viene spacciato per italiano un olio prodotto da olive (forse…) di chissà dove e confezionato in Italia. E gli chieda anche, possibilmente, se reputa più speculativo un chilo di olio a 4 euro o un chilo di pane a 3…

Mi perdoni lo sfogo, ma di gente così ne sento blaterare un pò troppa ultimamente.

Cordiali saluti,

Gaspare T.

5) Lucca Sicula (AG)

Carissima Dottoressa, le porgo i miei più sentiti complimenti per la tenacia, la grinta, la buona volontà che lei mette ogni giorno della sua vita per mandare avanti questa impresa ardua. Vorrei tanto essere al suo fianco, ma purtroppo gli studi mi impegnano tanto e sono costretto a trascurare l’olio e altri prodotti della azienda. Comunque la seguo sempre e sono d’accordo su tutto quello che lei fa.

Qest’anno la campagna olivicola a Lucca Sicula va abbastanza bene, la produzione è ottima, solo un piccolo problema le rese sono basse 14-16%, infatti i produttori stanno vendendo le olive a 0,52 centesimi, olive che vanno a finire nelle Marche e in Toscana. L’olio è 4,20 al frantoio, se lo vendi al classico “bidonaro” 5,00. Spero che sono stato chiaro, per altri chiarimenti sono a sua completa disposizione.

Sinceri Saluti

girolamo g.

6) Monreale (PA)

Da noi è andata assolutamente sotto la media come quantità (saremo intorno al 25% meno), la qualità è ottima, il prezzo al frantoio 5,5 € litro.

Mi sembra giusto dare una risposta ad una persona che non conosce il mercato dell’olio.

Saluti

Mario Di L.

7) Castelbuono (PA)

Gentile D.ssa Cuscinà

per prima cosa Le comunico che quest’anno, nonostante le avversità climatiche, ho avuto una buona produzione rispetto al mio standard: ho raddoppiato la mia produzione (Agro di Castelbuono).

Se non ci fosse stato quel maledetto scirocco che aveva fatto cadere tutta la zagara dal lato Sud-Est, sarebbe stata, almeno per me, un’annata eccezionale.

Infatti, se si guardava il mio uliveto da Sud si assisteva ad uno spettacolo desolante, con alberi assolutamente privi di frutti; se, invece, lo si guardava da Nord le cose cambiavano radicalmente, con gli alberi ricchi di frutto, anche di grosse dimensioni.

Ma torniamo adesso alle argomentazioni sui prezzi:

purtroppo tutto il problema nasce dall’ignoranza – non conoscenza del problema – da parte dell’autore dell’articolo e da chi non rispetta le leggi vigenti e quindi tende a falsare i prezzi, vendendo olio al frantoio a prezzi stracciati.

Se un’azienda opera nel rispetto di tutta la normativa vigente (personale in regola, modalità di raccolta delle olive, tempi di molitura, magazzini di stoccaggio a norma, confezionamento a norma di legge, ecc ), è ovvio che anche un prezzo di 6,50 EURO/Kg è basso, anzi ridicolo!

Se, invece, si considera la realtà in cui viviamo, assistiamo a privati, piccoli produttori che fanno raccogliere le olive da personale in nero, oppure le fanno raccogliere a “metà” e poi, magari confezionandolo in proprio, senza alcuna autorizzazione e quindi senza i costi di locali a norma, ecc., immettono nel mercato un olio a basso prezzo; infatti si parla di prezzo al frantoio dove chi vende non è certo l’imprenditore, per il quale la molitura è solo una delle fasi prima che il prodotto possa essere immesso nel mercato (imbottigliamento, etichettatura, ecc.).

Non parliamo poi dell’olio che si trova negli scaffali dei Supermercati, dove non si ha difficoltà a trovare olio a meno di 4,00 EURO/Litro – sarebbe interessante sapere da dove arriva realmente quell’olio!?

Purtroppo sembra che la Comunità Europea sia sensibile soltanto alle esigenze di alcune lobbies, anzicchè alla tutela del consumatore: ancora oggi mi sembra che non sia possibile scrivere in etichetta la provenienza delle olive.

Penso che l’articolo apparso, frutto d’ignoranza ed arroganza, sia smontabile in pochi passaggi; mi auguro che ciò possa essere fatto con argomentazioni circostanziate e “taglienti”.

Mi faccia conoscere il seguito.

Cordiali saluti.

Diego L.

8 ) Mister Bianco (CT)

Gentile Alessandra, dopo i comici adesso condividiamo anche la rabbia. Ma devo ammettere che ormai non mi arrabbio più.

Dall’alto dei miei numerosi lustri in cui ho visto – e continuo a vedere – di tutto e di più, ho fatto l’abitudine all’insulsaggine (?) ed alla approssimazione della stampa.

Credo che scrivere due righe di protesta ad un giornalista di oggi, per il quale la ricerca della rispondenza della notizia alla realtà dei fatti è un optional, presupponga in allegato un trattato per spiegargliele.

Una persona che ha la possibilità (e la responsabilità) di portare le sue idee a decine di migliaia di lettori dovrebbe avere la dignità di pensare alle conseguenze di quello che scrive e dovrebbe cercare di rendersene conto.

Ma quanta fatica ci vorebbe…!!!

E’ più semplice copiare una velina e il pezzo è fatto.

Forse basterebbe solo un pò di matematica (ma il giornalista è un letterato!!) per vedere che in una giornata lavorativa si raccolgono 120 -150 Kg. di olive con la raccolta manuale anche se agevolata, che le olive raccolte vanno portate al frantoio, che può non essere proprio dietro l’angolo, che la molitura oggi costa € 0,12/kg di olive, che per fare un litro di nocellara dell’Etna ci vogliono 8 – 10 kg di olive, per cui in media ci vogliono € 5,00 per fare 1 litro di olio solo per raccolta e molitura. Se poi lo vogliamo mettere in lattina da litro ci vogliono € 0,50 + € 0,50 di contenitore e di imbottigliatore, e poi l’etichetta…

Per cui, a te, paladina di noi poveri olivicoltori incompresi, l’arduo incarico di partire lancia in resta all’attacco dell’infame pennivendolo.

Antonio G.

9) Castelbuono (PA)

Hai perfettamente ragione, non se ne può più, ma perchè non dicono quanti soldi e quanta burocrazia ci chiedono per lavoarare si e no due mesi scarsi?

Qui da noi il lavoro non manca, ma di certo non si può dire che è stata un’annanata da ricordare…

Poi se si informano bene i migliori intenditori di oli dicono che il vero extravergine non si può coprare a meno di 5,00 euro a litro…

Insomma scrivi che dietro hai una forza.

Francesca C.

10) Belpasso (CT)

Ciao Alessandra,

Stavolta non posso fare a meno di risponderti.

Se avrete la capacità di portarmi di fronte all’ennesimo imbecille della carta stampata, mi impegnerò a dimostrare il suo livello di igoranza in qualsiasi sede, tv compresa.

E’ una promessa, e sono solito portare in fondo quello che dico.

Devo scappare.

Ciao.

Mimmo M.

11) Sciacca (AG)

Questa campagna che sta volgendo ormai al termine e’ stata la piu’ desolante degli ultimi anni per quantita’ di olive, si ha avuto un calo di produzione non inferiore al 60% rispetto allo scorso anno.

Il prezzo a cui si vende l’olio al frantoio, al dettaglio, è di € 4.50 kg

Onofrio T.

12) Castelvetrano (TP)

Alla faccia dell’obbiettività e della competenza di ‘Federconsumatori’!

Intanto sarebbe ora che i frantoiani smettessero, sotto qualsiasi forma, la vendita di olio sfuso al primo che varca la soglia dei loro oleifici: la legge non lo consente, non fosse che per le innumerevoli ragioni igieniche delle quali Le faccio grazia.

L’olio va confezionato dalle persone abilitate a farlo, in contenitori idonei che non ne alterino la qualità. E con questo abbiamo fatto piazza pulita di bidoni di plastica, nuovi o lerci che siano. La reputazione aziendale è necessario che divenga una cosa seria.

In quanto “all’unità di misura” attenzionata dagli investigatori della Fed. non sapevo che esistesse un obbligo di pesare piuttosto che misurare i liquidi. Me ne ricorderò in occasione dei miei prossimi acquisti nella bottega di quartiere. Sono sicuro che mi diranno di provare al supermercato.

Penso che l’equiparazione del prezzo dell’olio di produzione aziendale a quello delle grandi marche che monopolizzano il mercato con olii provenienti dai quattro punti cardinali, sarebbe già un grosso regalo fatto ai consumatori. E non stiamo parlando dei 25 o più euro del litro di olio toscano, ovviamente prodotto in Puglia ed in Sicilia, ma dei mediamente modesti 10 euro del Carapelli da 3/4 di litro.

Che dire del raccolto di quest’anno? Meglio sarebbe stendervi un velo pietoso, e la stessa cosa vale per la disinformazione che trova regolarmente ospitalità in certi quotidiani. Forse qualcuno potrebbe aiutarci a calcolare meglio il giusto prezzo dell’olio, partendo dalla paga di 45 euro più oneri sociali dei raccoglitori di olive. Speriamo che gli aiuti promessi per il mancato raccolto non svaniscano come tutti i sogni.

Con tanti auguri.

Gianfranco B.

13) S. Agata di Militello (ME)

Anch’io ho letto con stupore l’articolo. Concordo pertanto sull’opportunità di fare qualche precisazione al giornale. Per la zona di Torrenova prov. di Messina, posso dire che il raccolto è stato molto scarso e il prezzo al frantoio è di € 6,00 /chilo. Ad aggravare la situazione vi sono inoltre i danni provocati dall’incendio della notte del 22 agosto. La mia azienda ha perduto ca 2000 piante.

Cordilamente

Francesco V. C.

14) Polizzi Generosa (PA)

Salve,

da noi la compagna olearia la si puo definire media/buona (se non fosse per causa del maltempo si lavorerebbe di più) e l’olio viene venduto a 5/6 euro al chilo.

Saluti

Maria G. Di M.

15) Partanna (TP)

Chi ha scritto questo articolo merita l’impiccagione in pubblica piazza!!!

Settore in ginocchio produzione nella valle del belice disastrosa -50%.

Saluti

Tommaso A.

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14 Risposte to “Speculazione sul prezzo dell olio? Un affronto!!!”

  1. Domenico said

    Ciao a tutti non sono Siciliano, ma concordo con le Vostre conclusioni sull’articolo Giornale di Sicilia. E’ vergognoso sostenere che “il raccolto è stato soddisfacente”, anche se l’articolo si riferisce al 25 novembre 2007, basta andare sul sito http://www.ismea.it per rendersi conto che c’è stato ovunque un raccolto al disotto delle aspettative previste.
    In Calabria da dove vi scrivo, in alcune zone vi è stato un bel -50/60% del raccolto in meno e anche qui il prezzo al frantoio si aggira sui 6€ al Kilo.
    Con l’entrata in vigore del decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale N.243 del 18 ottobre, “Norme in materia di indicazioni obbligatorie nell’etichetta dell’olio vergine ed extravergine”, entrato in vigore il 17/gennaio/2008 si sperava in un rialzo del prezzo anche all’ingrosso ma invece sepre secondo dati rilevazione prezzi Ismea, il prezzo del l’olio extravergine di oliva è ancora al ribasso.
    Nel frattepo tutti aspettano le decisioni della commissione europea che deve ancora esprimersi sul decreto emanato in Italia.

    Saluti
    Domenico staff http://www.frantoionline.it

  2. Salve Domenico! 🙂
    A proposito del DL 9/10/07 sulla provenienza delle olive in etichetta non trovi che sia una “cavolata” visto che in tutto si deve indicare lo STATO MEMBRO (cioè l’ITALIA, nel nostro caso) cosa che già si faceva col 100% italiano? Invece di bloccare tutto e tutti con questa cosa che cmq verrà aggirata dagli imbroglioni che riusciranno a “dimostrare” che il loro olio di olive estere è di olive italiane così come già fanno con il loro olio immischiato con oli di semi, di nocciola e di palma vendendolo come extra vergine di oliva e non riportando in etichetta (perché non fanno una legge su questo???) le percentuali di oli misti che vi sono dentro la bottiglia?

    Il Ministero poteva emanare una legge che obbligasse tutti i confezionatori a “fare” il prodotto 100% italiano (che si fa facendo un comunicato all’Assessorato agricoltura e foreste e tenendo degli appositi registri all’interno del frantoio). Trovo peraltro assurdo dover modificare un’etichetta che già presenta una “tracciatura” dell’olio come un biologico o una dop e avrei preteso il 100% italiano da chi non ha un organo di controllo che ne garantisca la tracciabilità. Si sarebbero evitate inutili discussioni a Bruxelles e si sarebbe capito prima cosa fare invece di essere a tutt’oggi nel limbo!

    Trovo che la cosa più grave in assoluto sia la reale mancanza di controlli da parte di NAS, ICQ (= antifrode) e altri organi preposti ai controlli.
    Come si può trovare in un SUPERMERCATO di una regione una bottiglia di olio DOP di un’altra regione a SOLI 6,50 euro??? Ma com’è possibile se a un produttore serio fare un litro di olio COSTA 5 euro trovarlo in un’altra regione dentro un supermercato a 6,50 euro???
    Facciamo un po’ di conti:
    Il costo:

    della bottiglia,
    del tappo,
    del salva goccia,
    dell’etichetta (fronte e retro),
    dell’organo di controllo (per la DOP),
    dei cartoni che contengono le bottiglie che verranno trasportate,
    il trasporto,
    il guadagno del produttore,
    il guadagno del commerciante che vende l’olio,
    probabilmente il guadagno del rappresentante
    e infine quello del supermercato.

    Che cavolo di olio c’è dentro quella bottiglia?
    Perché non viene prelevata dal supermercato e ANALIZZATA???

    Per questi quesiti creerò una pagina apposita.
    ciao
    alessandra

  3. Domenico said

    Ciao Alessandra, il DL 9/10/07 sulla provenienza delle olive in etichetta non è una “cavolata”, nasce dall’esigenza di bloccare il fenomeno dei miscugli di oli stranieri che poi vengono spacciati per Italiani.
    Il DL 9/10/07 non si applica su DOP o 100% Italiano che già godono di rigorose leggi proprie, ma sulle bottiglie di olio extravergine di oliva con etichetta standard (per intenderci quelle vendute sui scaffali dei grandi supermercati GDO ecc.).
    Quasi la metà dell’olio di oliva italiano non è Made in Italy, Coldiretti (www.coldiretti.it) all’inizio del 2007 aveva per l’ennesima volta denunciato il grave problema che affligge il mercato dell’olio in Italia.
    In Italia i consumi medi di olio si aggirano intorno a 650 – 700 mila tonnellate/anno (per un consumo a persona di circa 12-14kg) e se ne produce mediamente ogni anno circa 650 mila tonnellate (dati ismea), per un giro di affari di 3 mila milioni di euro circa (questa cifra fa venire la vogli a molti di abusare e fare imbrogli).
    L’Italia esporta circa il 30% 40% della sua produzione (verso Stati Uniti, Germania, Giappone), ed il fenomeno è in continua crescita specialmente verso i paesi dell’est. Infatti l’olio italiano è il più richiesto al mondo per la sua pregiata qualità, e de per questo motivo che l’ Italia si conferma leader mondiale nell’esportazione di questo raffinato prodotto. Con i dati su citati è facile capire che per soddisfare il mercato interno mancano all’appello quasi la metà dell’olio che noi italiani consumiamo.

    Io spero che questa legge blocchi almeno in parte il fenomeno dei miscugli con olio estero.

  4. Ciao Domenico 🙂
    Hai ragione che non è una cavolata, forse mi sono espressa male ma intendevo dire che in questo momento con questo DL non si sta ottenendo niente perché bloccato a Bruxelles – cosa peraltro prevedibile – penso che bastasse, invece, “obbligare” tutti a etichettare 100% italiano, Bruxelles non avrebbe potuto dire nulla e si sarebbero ottenuti gli stessi risultati del DL.
    Mi sbaglio?
    Io avrei obbligato tutti quelli con le etichette standard a mettere in etichetta 100% italiano.
    Inoltre possono fare tutte le leggi del mondo ma se non fanno i controlli non servono a niente.
    Il problema non è solo l’olio tunisino o spagnolo ma anche quello di altri frutti… devono obbligare in etichetta le percentuali di olio contenute nella bottiglia, ritengo che questo sia molto più importante.

    ciao
    alessandra

  5. Gaspare said

    Ciao a tutti.
    Scusate se ve lo faccio notare, ma avete tralasciato un dettaglio che reputo fondamentale: sapete quant’è la sanzione per coloro che non si atterranno al nuovo DL?
    A quanto pare fino ad un massimo di 9.500 euro.

    Ora: per i piccoli e medi produttori è una mazzata da cui non ci si ripiglia facilmente, ma per i vari Carapelli, Bertolli e compagnia a briscola che volete che siano 9.500 euro???!!!
    Il guadagno derivante della miscelazione con oli tunisini, turchi ecc. è di gran lunga superiore a tali cifre.

    Perchè questo decreto possa avere un adeguato riscontro, le sanzioni dovrebbero essere ben più salate e commisurate al volume prodotto (quindi alla frode commessa); in più, ma è una mia opinione, dovrebbe avere conseguenze penali, perchè in fondo sempre di FRODE si parla.

    Ciao
    Gaspare

  6. Ciao Gaspare,
    oggi ho imparato una cosa (a un corso per assaggiatori)
    la frode prevede solo l’ammenda economica
    la sofisticazione le conseguenze penali

    le miscele sia con olio provenienti da altri luoghi sia, soprattutto, non extravergini di oliva, sono sofisticazioni secondo me…
    io li farei analizzare TUTTI gli oli dei supermercati e laddove c’è scritto extravergine e ci sono altri oli procederei col penale.

  7. Gaspare said

    Ciao Ale,
    scusa se rispondo solo ora, ma sono appena tornato da Parigi (…e non aggiungo altro….. ;-))

    Hai proprio ragione: si tratta di sofisticazione e come tale va trattata (ho fatto un pò di confusione, ma il concetto era quello…): quindi che si proceda col penale.

    Detto questo: pensi che si avvererà mai???

    Io, purtroppo sono pessimista, in questo caso. Le lobby, dell’olio come del vino e di quasi tutti i prodotti alimentari e non solo, sono troppo influenti perchè possa aprirsi una maglia di questo tipo.

    Rimango comunque fiducioso che il DL onori il nome che porta, ovvero “Salvaolio”, per il bene di tutti i “piccoli” come noi.

    Grazie per le tue precisazioni e complimenti per il blog!!

    P.S.: se ti ri-rispondo tra una settimana è perchè sto per partire per la BIT dove porto il mio olio….e i banner del Consorzio, naturalmente…;-)
    A presto. Ciao.

  8. LUCA said

    CIAO ALESSANDRA
    Sono un produttore di olio di oliva ti dico che oggi nn si capisce niente pensa che una decina di anni fa producevo 100 Q. di olio mediamente, oggi invece circa 5Q.
    Alla fine produco olio solo per il consumo della mia famiglia il resto va in malora e voglio sottolineare ke il mio oliveto è in zona d.o.p.
    Se l’oliveto che posseggo non fosse stato tramandato da generazioni in generazioni già lo avrei venduto e per concludere ti dico che le speculazioni sono tante, i truffatori altrettanti il governo se ne fotte e questo il risultato.
    p.s la gente oggi nn conosce un prodotto buono da quello nn buono guarda semplicemente il prezzo e pensa ke un litro di olio 6.50€ è esagerato ciao luca

  9. @ 8 Luca

    Ciao Luca,
    quello che dici è scoraggiante,
    sentire che lasci andare tutto in malora mi fa davvero dispiacere ma non posso darti torto perché con quello che costa mantenere un uliveto e fare l’olio, se non si ha già l’olio piazzato a un prezzo “serio”, non conviene ed è molto più conveniente fare l’olio per la famiglia.
    Non dici da dove scrivi, qual è la d.o.p. in cui ricadi?

    ciao

  10. Filippo said

    salve a tutti io condivido in pieno quello che avete riportato sopra però devo aggiungere una cosa cioè che la colpa è solo nostra perchè se noi tutti produttori ci mettessimo d’accordo di non cedere al prezzo che ci viene proposto beh allora i signori commercianti ci penserebbero ma siccome sanno ormai che siamo cretini cioè che nn siamo uniti e che quindi alla fine tutti cadimo ai loro piedi arricchendosi con i nostri sudori e sacrifici .Io mi appello a tutti i produttori italiani e siciliani come me di convocare una riunione immediatamente per unirci tutti formando cosi una lega che comrenda sia il piccolo che grande produttore al fine di migliorare il nostro futuro e quello dei giovani di domani che anche laureati si trovano senza lavoro…RIFLETTAMO su ciò e INTERVENIAMO confido nel vostro aiuto e in una vostra risposta …

    dimenticavo di aggiungere che è assurdo che quasi a fine campagnata non si sappia il prezzo dell’olio questo è un altro problema da risolvere. Non si puo ammassare olio senza sapere che prezzo avrà e se conviene assumere gli operai.
    Aspetto con ansia perdonami per il tu una tua risposta …

  11. Ciao Filippo,
    penso anche io che non bisognerebbe farsi “scippare” l’olio di mano a prezzi inferiori ai costi, lo dico sempre.
    E sono pienamente d’accordo con te che bisogna essere uniti.
    Ognuno di noi dovrebbe fare i conti di quanto gli è costato fare l’olio, aggiungere il suo guadagno (chi più chi meno) e, poi, proporre un prezzo di vendita e non andare al di sotto di quello.
    Purtroppo l’agricoltore è testone, preferisce “pochi,maledetti e subito” al farsi rispettare e al far valere il proprio lavoro.
    Per quanto riguarda la riunione: potrebbe essere un’idea, sarei proprio curiosa di vedere quante persone parteciperebbero e quante metterebbero in pratica quanto detto.

    La settimana scorsa mi hanno proposto di fare un consorzio (deve essere il mio destino!!!) di frantoiani per far sì di avere un certo potere contrattuale: quanti pensi che parteciperebbero sapendo che ci sono delle spese da sostenere?
    Tutti vogliono che qualcuno faccia qualcosa ma nessuno è disposto ad investire sul proprio futuro, è pazzesco ma è così.

    ciao
    alessandra

    p.s. (hai la mia foto accanto al tuo nome perché ho spostato il commento qui visto che lo avevi messo sotto le cultivar 🙂 )

  12. caterina said

    oggi ho ritirato l’assegno e l’olio e stao pagato da un frantoio di santa ninfa a 3 euro al chilo pensa che sodisfazione

    • sì, lo immagino…
      è sconfortante lavorare tutto un anno
      e poi capire che era meglio se stavi a casa a guardare la telivisione

      ma sai qual è la cosa che più mi sconforta?
      quello che nessuno dei notri produttori ha capito
      perché sono i produttori che “devono” dire al frantoiano di non vendere il loro olio a meno di un tot.
      in modo da dargli potere contrattuale
      dicevo: sai qual è la cosa che più mi sconforta? che se vendi l’olio allo stesso prezzo della spagna e della tunisia
      non fai differenza tra gli oli, declassi il tuo a olio “comune” e tra 2 anni, quando vi sarà l’apertura delle frontiere, e l’olio extracomunitario invaderà il Paese
      non si potrà sostenere che quello siciliano (ma anche italiano) è migliore
      perché, se lo fosse, non lo venderesti allo stesso prezzo di quello.
      L’olio siciliano non riesce a farsi “valere” nel senso che ci sono agricoltori che non hanno capito che stanno ammazzando il mercato
      e tra due anni smetteranno direttamente di coltivare i terreni perché sarebbe solo una perdita.
      Bisogna ritagliarsi una nicchia a cui vendere il proprio olio e non permettere ai commercianti di utilizzare il nostro per tagliare gli oli schifosi per dargli sapore.

      ciao
      alessandra

  13. salvatore said

    salve a tutti sono salvatore di petilia policastro(KR ), il prezzo dell olio exstravergine di oliva viene pagato a soli 2,20 € al kg ditemi cosa si può più lavorare .

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