Premesso che chi completa la filiera dell’olio sa bene quanto lavoro, fatica, amore, dedizione, costi (altissimi, la sola manodopera costa 45,00 euro al giorno più le tasse) sono necessari per ottenere il prodotto finito e quindi non venderà mai ai prezzi che leggerete qui di seguito perché altrimenti non avrebbe senso fare questo lavoro in quanto si andrebbe solo in perdita.
Il prezzo “corretto” a cui si dovrebbe trovare una bottiglia da mezzo litro di olio di alta qualità non può essere inferiore ai 10,00 euro.
Detto ciò, lo scandalo/tragedia:
le ultime notizie danno il prezzo dell’olio SICILIANO all’ingrosso (cisterne 330 q.li minimo) a 3,00-3,30 € Kg* in tutta la Sicilia eccetto che nella zona di Ragusa in cui i prezzi invece vanno tra i € 4,00 – 5,00 per tutte le varietà eccetto che per la Tonda Iblea che va da € 5,00 a 5,50 ( a 6,00 la dop)
* 1 kg di olio corrisponde circa a L 1,100 (perché il peso specifico dell’olio extra vergine è di 0,915 Kg. circa)
nelle varie province al privato oscilla:
- Palermo € 4,50 al Kg;
- Agrigento € 3,80 – 4,00 al Kg;
- Caltanissetta € 4,00 – 4,50 al Kg;
- Catania € 5,80 – 6,00 al Kg; (e non vendono all’ingrosso)
- Trapani € 4,00 – 5,00 al Kg; (all’ingrosso va a € 3,00 – 3,50);
- Enna € 4,50 al Kg; (€ 6,50 litro il biologico certificato)
- Messina € 5,50 – 6,00 al Kg;
- Siracusa € 4,50 e 5,00 al Kg. (all’ingrosso va a € 3,50 – 4,00);
- Ragusa € 4,00 – 6,50 al Kg.
Riporto parte di una mail ricevuta dal dott. Gerlando Zambuto, Presidente dell’Associazione di produttori olivicoli ASPROL di Agrigento:
“Tutta l’agricoltura, in particolare quella meridionale, paga il prezzo della mancata organizzazione nelle forme associative tanto auspicate, per cui sarà difficile nel prossimo futuro pensare di continuare con l’ego che distingue i produttori agricoli dagli altri settori produttivi. Ti comunico che nella nostra provincia il mercato della nuova produzione è quasi fermo, i prezzi odierni all’ingrosso (cisterne 330 q.li minimo) spuntano circa 3.00 € al kg. mentre al minuto si arriva ad € 3,80-4,00 al Kg. Sarà possibile mantere ancora questa olivicoltura? a Te le conclusioni.”
La situazione è drammatica non si recuperano nemmeno le spese di un anno di lavoro: potatura, aratura, concimazione, trattamenti (che siano biologici o convenzionali costano sempre un bel po’), certificazioni, raccolta, spese di molitura. Per non parlare di chi imbottiglia: cambiano le norme ogni 5 minuti e cambiano pure le etichette (migliaia di euro persi come niente). Come si può ripagare tutto questo con 3 euro al kg??? Impossibile!!!
A queste condizioni è meglio lasciar perdere tutto e non coltivare più né fare olio.
Ogni anno è sempre peggio e ogni anno tutti piangono per i prezzi di vendita troppo bassi, bisogna essere uniti, bisogna dimostrare di avere carattere, non possiamo aspettare che intervenga lo Stato, qualcuno mi ha detto: “La Regione dovrebbe fare qualcosa!” ma perché la Regione? perché così potremo dire che ce lo hanno imposto e se le cose andassero male potremo incolpare la Regione???
Ma perché dobbiamo sempre demandare tutto a tutti?
Bisogna stabilire un prezzo minimo di vendita al quale si dovrebbero attenere tutti – ma proprio tutti – di modo che non ci si ritrovi ogni anno in questa situazione che sta lentamente ma inesorabilmente distruggendo la nostra olivicoltura.
Si tratta di leggi di mercato piuttosto banali, prima fra tutte quella della domanda e dell’offerta: mi sembra naturale che se c’è chi vende a questi prezzi anche altri saranno obbligati, per poter vendere il loro prodotto, ad abbassare il prezzo di vendita. D’altro canto l’olio siciliano è forte, profumato, denso, perfetto per tagliare tutti i tipi di olietto insignificante o olio di semi vari e farlo sembrare un olio buono, pertanto dubito che il commerciante possa facilmente sostituirlo con quello pugliese o calabrese di basso costo o con quello spagnolo che sì, vero è che invade il mercato con i suoi bassi costi, ma non ha a che vedere per sapore, profumo e densità con quello siciliano.
Il consumatore finale deve imparare il valore di ciò che porta in tavola e pagare l’olio a un prezzo equo e comincerà, anche, a capire che quando trova un olio di € 3,50 – 5,00 nella bottiglia da un litro c’è qualcosa che non va. Ma si può sapere perché ‘sto consumatore deve avere due cellulari con la tv e poi deve risparmiare sull’olio???
La cosa fondamentale che offre l’olio extra vergine di oliva, e quello siciliano in particolare, è che se è buono (e quindi costa!) fa bene alla salute, è un antiossidante naturale, rallenta l’invecchiamento delle cellule, previene gli infarti. Ma questo non vale per tutti gli oli in commercio ma soltanto per quelli di alta qualità perché contengono tutta una serie di sostanze (i polifenoli) che hanno queste proprietà.
La differenza tra una bottiglia da mezzo litro di olio a 10,00 euro e una da un litro a 4,00 euro sta proprio qui: il primo è un condimento che è “quasi” una medicina e fa bene alla salute, il secondo è solo una cosa unta che non da’ nemmeno tanto sapore ai piatti.
Bisogna fare educazione al gusto, non mi stancherò mai di spiegare che l’olio per essere buono, di qualità, deve essere amaro, piccante e deve pizzicare in gola altrimenti non è olio fresco e non ha quelle proprietà salutistiche di cui sopra.
Spero che gli olivicoltori si sveglino e concordino un prezzo minimo di vendita dimostrando concretamente di credere nel proprio prodotto!