Olio extra vergine di oliva… mon amour!

Alessandra Cuscinà e l'olio siciliano

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OLEA: EXTRAVERGINE? PIACERE DI CONOSCERTI

Pubblicato da Alessandra Cuscinà su 2 Novembre 2009

oleaNell’ interesse manifestato da parte di comuni del comprensorio palermitano di divulgare e sostenere la qualità dell’Olio Extravergine d’Oliva
la
Scuola Internazionale di Analisi Sensoriale e Cultura degli Alimenti

Delegazione Sicilia Occidentale di O.L.E.A. (Organizzazione Laboratorio Esperti e Assaggiatori – Pesaro)

in collaborazione con il

COMUNE DI MONREALE (PA)

organizza nell’ambito della propria attività di divulgazione, promozione e formazione

la Delegazione Sicilia Occidentale
organizza 
GIOVEDI’ 5 NOVEMBRE  presso  “VILLA SAVOIA” a MONREALE (PA) ore 16.30 – 20.00

e VENERDI’ 6 NOVEMBRE presso il COMUNE DI PIANA DEGLI ALBANESI (PA) ore 16.00 – 19.30
un
Corso breve di avvicinamento all’assaggio dell’Olio Extravergine di Oliva

intitolato : “EXTRAVERGINE? PIACERE DI CONOSCERTI”
L’iniziativa è rivolta sia ai tecnici di settore che agli amanti del buon olio da oliva.
Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
Il costo è di 15euro a persona.
Contestualmente per gli interessati si terranno delle Sedute di Assaggio Olio Certificate finalizzate al conseguimento della Iscrizione all’Elenco Nazionale degli Esperti di Oli Vergini ed Extravergini di Oliva – Circ. Mi.P.A. n. 5 del 18/6/89
E’ necessario dare conferma della Vostra presenza o tramite e-mail a valeriaguarrasi@yahoo.it o contattando il 3281049254 e parlare con la dott.a  Valeria Guarrasi – Tecnologo Alimentare Delegata OLEA Sicilia Occidentale.

Per informazioni su O.L.E.A. visitate il sito: www.olea.info

 

Coordinamento: dott.a Valeria Guarrasi – Delegata O.L.E.A. Sicilia Occidentale

Prenotazioni obbligatorie entro Mercoledì 4 Novembre

al n. 3281049254 o all’indirizzo e.mail valeriaguarrasi@yahoo.it

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O.L.E.A. – Sedute d’assaggio olio certificate

Pubblicato da Alessandra Cuscinà su 18 Marzo 2009

O.L.E.A.

Sabato pomeriggio nella splendida cornice della Real Cantina Borbonica di Partinico si è tenuto un incontro-seduta di assaggio.

(Grazie a Lu per le foto)real-cantina-borbonica-partinico

Lo scorso anno di questi tempi – il 16 febbraio 2008 – ho conseguito l’Attestato di idoneità fisiologica all’assaggio di olio vergine di oliva grazie al corso organizzato dall’Associazione di Produttori APOO Palermo con il mitico Nino Maggio – allora funzionario dell’Assessorato Agricoltura e Foreste oggi all’Assessorato Industria – come insegnante, e sabato 14, grazie all’O.L.E.A. e al Comune di Partinico, che è stato partner dell’evento, ho iniziato il percorso delle 20 sedute d’assaggio obbligatorie per la formazione di esperti assaggiatori.

Generalmente queste sedute sono rivolte esclusivamente a chi ha già conseguito l’Attestato, ma in questo caso, a seguito della proposta del Delegato O.L.E.A. Sicilia Occidentale, la Dott.a Valeria Guarrasi, la seduta è stata non solo per gli “addetti ai lavori” ma anche per gli appassionati e i curiosi.
Lodevole iniziativa che permette a chi non conosce il mondo dell’olio di avvicinarvisi e capirne un po’ di più.
Il peggior nemico dell’olio di qualità – e della propria salute – è, infatti,  l’ignoranza del consumatore, del ristoratore e anche del produttore, nonostante comincino a essere sempre meno quei produttori che non sanno come si faccia davvero un buon olio, ma che, ahimè, ancora non sono del tutto scomparsi!

A fare gli onori di casa la dott.a Valeria Guarrasi con il  Presidente dell’O.L.E.A. Ettore Francala, la segretaria dell’O.L.E.A. Mara Beciani e il Capo Panel ed Esperto Assaggiatore O.L.E.A. Giorgio Sorcinelli che ha tenuto  tre ore davvero intense di spiegazoni, assaggi, differenze tra oli italiani e di altre nazioni. Davvero interessante. Un bellissimo pomeriggio, piacevole, durante il quale si è respirata un’aria di “amicizia” e non di “lezione” nonostante fosse carico di informazioni, prevedesse una seria concentrazione da parte dei presenti e che si è concluso  con la promessa di prossime sedute ancora più interessanti.

Non vedo l’ora di farle!
Cercasi Istituzioni: scuole, banche, comuni, assessorati che siano disposte a certificare le sedute.

seduta-assaggio

Nel bicchierino n.2 c’è il mio olio e durante la seduta di assaggio ha avuto “90” da Giorgio Sorcinelli, ne sono stata molto contenta.

Per conoscere tutte le attività di OLEA: www.olea.info

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Extra vergine tunisino meglio dell’italiano!?

Pubblicato da Alessandra Cuscinà su 24 Marzo 2008

Su teatronaturale.it Luigi Caricato scrive: agli “orientamenti del gusto” organizzati per Olio Capitale a Trieste

Colpo di scena, l’extra vergine tunisino preferito in degustazione anonima a quello italiano“.

A me non sembra una cosa tanto strana che il consumatore abbia preferito un olio tunisino a quello italiano perché, se consideriamo che la maggior parte delle persone utilizza l’olio comprato al supermercato e che quell’olio – essendo indicato in etichetta che è imbottigliato in Italia ma che non vuol dire che l’olio è italiano – è fatto con oli proveniente da altri Paesi tra cui proprio la Tunisia, non mi sorprende che si giudichi positivamente un prodotto a cui si è avvezzi.

È, come sempre, un problema di educazione al gusto, di cultura dell’olio.

Il fatto poi che tutti in fase di preferenza “teorica” avessero indicato l’olio italiano piuttosto che quello di altri Paesi rafforza la mia ipotesi che l’olio tunisino dalla maggior parte dei consumatori è scambiato per italiano.

Questo ci dovrebbe far riflettere sul fatto che il Ministero delle Politiche agricole invece di fare inutili DL per la provenienza delle olive in etichetta dovrebbe obbligare tutti a fare il 100% italiano (che una cosa che già esiste e non va contro nessuna legge Cee) cosicché se non è 100% italiano (sempre se il commericante non imbroglia) non è olio fatto con olive italiane quindi non è olio italiano.

Il mio consiglio è quello di produrre oli con una tracciabilità certa (per esempio il biologico) oppure fare il 100% italiano così da rompere le scatole ai grossi commercianti che fanno magagne evidenziando come un prodotto di qualità non può mai costare 4 euro al litro.

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Perché l’olio verdorolio costa di più?

Pubblicato da Alessandra Cuscinà su 31 Gennaio 2008

Perché l’olio del consorzio verdorolio costa di più?

Perché I ‘ve got a dream! (Io ho un sogno… come Martin Luther King… del resto se c’è chi si sente novello Gandhi io potrò ben sentirmi Martin Luther King! No?)

Battute a parte

sembra una domanda banale perché il verdorolio costi di più e ci si aspetta una risposta banale del tipo: “è migliore e i costi sono superiori rispetto agli altri oli” e in effetti questa è una verità ma ce n’è un’altra che le si affianca: l’olio verdorolio costa di più perché lo si paga di più al produttore per scelta consapevole dei dirigenti del consorzio.

La prossima domanda nasce spontanea: “Perché lo si paga di più al produttore?”

Risposta: “Per far sì che l’agricoltore continui a fare l’olio, a coltivare la terra, per una questione di etica, perché è giusto che chi lavora la terra sia consapevole del fatto di possedere un tesoro e non un vuoto a perdere, perché è giusto che il lavoro venga ripagato.
L’economia agricola siciliana è in grave pericolo:

la manodopera costa
i fertilizzanti costano
il carburante costa
i fitofarmaci (anche se esorto TUTTI a convertirsi al BIOLOGICO) costano
i macchinari (trattori e altro) costano

L’agricoltore, per buona fede o per disperazione, quando deve vendere il proprio prodotto preferisce “POCHI MALEDETTI E SUBITO” e non vuole aspettare per timore di vedere calare il prezzo del suo lavoro ancora di più.

Morale della favola: svende il proprio prodotto ==> lo svaluta ==> copre a mala pena le spese.
Tutto ciò, a mio parere, porta a una conseguenza ancora più grave: i figli dell’agricoltore crescono osservando la delusione del padre, la fatica che fa per un misero guadagno e quindi, esortati dallo stesso genitore che nella terra vede solo sacrifici e nessuna prospettiva per il futuro abbandonano la terra e si iscrivono all’Università!

Certo andare a ingrossare le file dell’Università che, quando esci Dott., ti offre 2 grandi opportunità (oltre a quella sacrosanta di lasciare la sicilia e farti valere): impegarti in un call center a tormentare gli utenti per vendergli una dannata tariffa di cui non hanno bisogno oppure aspirare a un part time da Mc Donald come “giratore” di patatine fritte!

Ma una chance, una vera, i nostri ragazzi ce l’hanno, soprattutto i più fortunati che già possiedono la terra il bene più prezioso perché:

diceva la mia bisnonna:

i soldi: te li possono rubare
le case: può venire un terremoto e possono crollare
ma la terra: è lì e nessuno la può toccare.

La terra, questa terra benedetta che gode del sole molto di più di tante altre,
che ha un clima meraviglioso per l’agricoltura,
questa terra meta di turisti (almeno fino a quando in sicilia si mangiava bene e si pagava il giusto, adesso si mangia uno schifo dappertutto e si paga uno sproposito pure per una pizza col formaggio di plastica!), assetati di cultura, sole e mare, questa terra è un bene prezioso che va curato amato e soprattutto valorizzato sia dal privato sia dalle Istituzioni ma il privato siciliano deve smettere di aspettare l’elemosina del politicante di turno.

Siamo imprenditori? Facciamo gli imprenditori

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Imprenditoria e Consorzio in Sicilia

Pubblicato da Alessandra Cuscinà su 13 Gennaio 2008

Sono cresciuta in una casa circondata da ulivi da sempre, da 6 anni mi occupo della mia azienda agricola e da 2 del Consorzio Verdorolio Bilìci di produttori olivicoli in tutta la Sicilia.
Ciò che non smette mai di stupirmi e di gettarmi nello sconforto (non sono facile agli sconforti, tiro sempre avanti, ad oltranza, per ottenere ciò in cui credo fermamente) è la totale assenza di capacità imprenditoriale della maggior parte degli “imprenditori agricoli” siciliani.
Non hanno ancora capito che “fare squadra”, “l’unione fa la forza”, “far parte di un consorzio” non sono solo parole o bei motti ma realtà forti. Essere UNITI significa avere POTERE CONTRATTUALE, essere ASCOLTATI dalle Istituzioni, ottenere benefici per sé e per gli altri (che non sono nemici ma colleghi) che sono nella nostra stessa situazione di stallo e demoralizzazione perché il nostro prodotto, il nostro amato olio (ma il discorso è estensibile a tutto il mondo agricolo) non è capito in quanto non è conosciuto e non lo è perché le Istituzioni (per es. l’Ass. alla Cooperazione – e in alcuni casi hanno anche ragione) per aiutarti vogliono che dietro tu abbia i numeri, le quantità. Il problema è che raramente per non dire sempre se hai le quantità non hai la qualità, c’è poco da fare ma è così. Ecco perché nasce un Consorzio come il Verdorolio per avere qualità e quantità (fatta da tante piccole realtà di qualità).
Ma se le piccole realtà non si svegliano e non capiscono che devono dimostrare di essere unite non hanno speranze e il Consorzio non ha ragion d’essere.
Ma come si fa a dimostrare di essere unite?
È semplice: basta essere presenti.
Come?
Rispondendo a quelle iniziative che riguardano tutti.
Che significa?
Significa che se faccio parte di un Consorzio che ha firmato un protocollo d’intesa con un ENTE nazionale e mi si offre la possibilità di approfittare di un’offerta, peraltro estremamente vantaggiosa, partecipo, anche se non mi serve più di tanto per dimostrare che se il Consorzio prende un impegno può contare su di me e anche perché domani quest’ENTE parlerà del Consorzio come di un Organismo Grosso e Compatto che ha o può avere un suo peso nel mondo agricolo.
Questo per me significa essere uniti.
Partecipare, rispondere, degnarsi di fare “rispondi” a una e-mail e rispondere alle domande che vengono poste a tutti.
Almeno così semplifico la pazzesca mole di lavoro cui va incontro chi nel Consorzio ci crede e ci mette tutto se stesso oltre ai soldi e al lavoro “gratis”.
Il Nord dovrebbe darci delle grandi lezioni, e anche la Francia
essi ottengono tutto essendo compatti e uniti.
D’altro canto una protesta di 2 – 3 persone non spaventa nessuno, non fa notizia.
Una protesta di un’intera categoria, di una città, di un paese fa paura.
Non dimentichiamo che ognuno di noi è un potenziale voto (che va moltiplicato per i membri della propria famiglia) e i nostri politici questo lo sanno.
Al nord, che la sanno lunga, consorziarsi è cosa vecchia e tutti rispettano le regole, tutti credono nel consorzio. E i risultati li hanno avuti.
Non per niente la Toscana ha l’olio IGP e noi stiamo ancora qui con le DOP(doppettine – come le chiamo io) fatte per pochi intimi!
Lo Stato, la Regione Siciliana, con tutta la buona volontà non possono (o non vogliono) fare più di tanto per l’agricoltura siciliana, sta a noi produttori e imprenditori proporre il nostro prodotto in Italia e all’Estero e farlo conoscere e apprezzare.
L’olio siciliano negli ultimi anni ha vinto premi e menzioni in tutto il mondo.
I nostri oli sono sulla maggior parte delle guide d’eccellenza del mondo, vince premi, viene menzionato su tutte le riviste specialistiche del settore adesso bisogna vendere.Vendere a chi capisce, vendere a chi apprezza il binomio buona cucina e salute.

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