Olio extra vergine di oliva… mon amour!

Alessandra Cuscinà e l'olio siciliano

Olio evo, istruzioni per l’uso

Quali sono i nemici dell’olio evo (extra vergine di oliva)?

L’olio ha tre nemici che lo portano ad una rapida ossidazione e a un conseguente irrancidimento:

  1. la luce: per questo l’olio di qualità si trova in bottiglie di vetro scuro per evitare che la luce lo ossidi e lo faccia diventare di quel poco appetitoso colorino giallo pipì… da qui una domanda sorge spontanea: “Se la luce lo fa diventare color pipì, come mai al supermercato le bottiglie trasparenti hanno l’olio bello verde brillante?”
    Risposta: perché non è olio extravergine e il colore bello verde brillante glielo da’ la clorofilla.
    Una buona alternativa alla bottiglia scura, quando si compra l’olio al frantoio, è tenerlo in dispense al buio e riporlo al buio dopo l’uso;
  2. l’aria: pertanto è bene conservare l’olio ben tappato e travasarlo in contenitori più piccoli se non lo si usa in tempi brevi, è inutile conservarlo al buio e alla giusta temperatura se poi la bottiglia è mezza vuota e pertanto mezza piena di aria. I contenitori migliori per la conservazione dell’olio sono di vetro o di acciaio inox;
  3. il calore: perciò l’olio non si tiene al balcone (subisce gli sbalzi di temperatura e il freddo e il caldo lo rovinano), non si tiene sui fornelli a riscaldarsi accanto alle pentole fumanti o al forno bollente, non si dimentica in macchina con 30 gradi all’esterno perché poi lo si può buttare. L’ideale temperatura di conservazione dell’olio oscilla dai 12 ai 16 gradi centigradi.

È importante lavare bene i contenitori in cui si conserva l’olio e non rabboccare mai un contenitore che conteneva dell’olio senza averlo lavato perché si rovinerebbe l’olio nuovo, anche qui una domanda nasce spontanea: “Ma come mai nei ristoranti molto spesso si vedono bottiglie con le etichette luride, evidente prova di ripetuti rabboccamenti?” Risposta: “Perché quei ristoranti non capiscono niente di qualità… chissà che combinano in cucina se a tavola mettono quelle bottiglie. Meglio starne alla larga!”

Che significa “l’olio si rovina“?
Un olio si rovina quando perde le sue caratteristiche organolettiche e salutistiche.
L’olio prima ancora di essere un condimento fa bene alla salute, è un toccasana per le arterie prevenendo i rischi di infarto, ha un effetto protettivo su stomaco e fegato oltre ad essere una fonte di vitamina A, D ed E ed un naturale antiossidante (grazie ai polifenoli), ma se perde le sue caratteristiche per una cattiva conservazione si rovina, ovvero si ossida.

A norma di legge l’olio deve riportare in etichetta la dicitura: “da consumare preferibilmente entro” ed indicare 18 mesi da quando lo si è imbottigliato. Da quanto detto si può facilmente capire che l’olio non ha una reale data di scadenza perché se ben conservato dura anche tre anni ma se conservato male altro che 18 mesi, può durare anche soltanto 12 ore!
Va da sé che un olio esposto in una vetrina in pieno sole ovviamente non è il caso di acquistarlo.

 

Link di approdofondimento:

http://www.nutritionvalley.it/alimenti/oliva/conservazione_irrancidimento_olio.html

 

 

 

 

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